sabato 3 settembre 2011

Associazione "Lodi Murata"

Associazione Non Lucrativa per lo studio, la ricerca e il recupero del sistema difensivo Medievale di Lodi e i suoi percorsi sotterranei.
L'associazione si prefigge i seguenti obiettivi:
- individuare, documentare, sviluppare la conoscenzadi tutte le opere attinenti gli antichi sistemi difensivi della città e la loro importanza nei secoli;
- la ricerca di ipogei aventi funzioni strategiche nel sistema difensivo della città, in particolare delle antiche vie del soccorso e strade sotterranee, ampiamente citati nella storia locale;
- progetti operativi di interventi di recupero e valorizzazione storico-culturale dei luoghi individuati;
- divulgazione della conoscenza degli stessi luoghi e loro valorizzazione sia a fini didattici che di fruibilità turistica con realizzazioni di percorsi all'interno della città.
A completamento e sostegno di questo ambizioso progetto Giuseppe De Palo e Paolo Tarenzi hanno promosso la realizzazione di questo sito di facile e veloce consultazione per tutti coloro che vorranno seguirli in questa meravigliosa esperienza.
Qualsiasi curiosità, informazione o interesse particolare potrà essere soddisfatto inviando una mail all'indirizzo info@lodimurata.it o cliccando direttamente sul pulsante contatti.
Lodi Murata su You Tube: http://www.youtube.com/user/Lodimurata 

lunedì 29 agosto 2011

Ostia Medievale

Sin dalla fondazione di Roma il litorale ostiense ha rappresentato per la Città Eterna un importante punto di approdo e di comunicazione con l'intero Mediterraneo e questo ruolo si sarebbe protratto per tutto il Medioevo anche dopo la decadenza del porto fluviale di Ostia, come attesta la continua opera di governo che i pontefici hanno svolto sul territorio fino al XVI secolo. E' però opinione comune che, fatta eccezione per il borgo di Ostia Antica, la città conservi scarsissime tracce di quel periodo storico.
A partire dal V secolo d.C. il progressivo abbandono delle aree vicine all'antico insediamento ha infatti compromesso lo sviluppo urbano del litorale, interessato peraltro da continue esondazioni da parte del Tevere che lo hanno trasformato in zona paludosa ed inospitale; soltanto con la bonifica di fine Ottocento si assiste ad un importante ripopolamento ed alla conseguente fondazione della città balneare sull'attuale linea di costa che, negli ultimi cinque secoli, è avanzata progressivamente di circa quattro chilometri.
Nonostante ciò le testimonianze archeologiche e documentarie che sono state studiate ed esaminate negli ultimi anni sono più che sufficienti a ricostruire le vicende che Ostia ha vissuto nel Medioevo, fra le più complesse ed interessanti della sua storia ultramillenaria.
Per questo nasce il sito Ostiamedievale.it, con l'intento di realizzare uno strumento telematico che sia utile a recuperare la memoria storica medievale di Ostia, rappresentando nell'ambito della ricerca medievistica un'occasione di dibattito scientifico totalmente nuova, aperta a tutti coloro che nutrono passione nei confronti dell'età di mezzo, attraverso:
  • l'esposizione e l'approfondimento dei principali avvenimenti storici che hanno interessato Ostia tra il V ed il XVI secolo
  • il recupero e la catalogazione di documenti giuridici, fonti iconografiche, testi epigrafici e testimonianze letterarie
  • la realizzazione e la pubblicazione di ricerche da parte degli autori
  • la promozione del patrimonio storico-archeologico medievale presente sul territorio
  • la divulgazione della migliore bibliografia che possa consentire lo sviluppo delle conoscenze storiche del periodo medievale ostiense agli specialisti e agli appassionati
  • l'informazione riguardo agli eventi culturali e folkloristici che si svolgono sul litorale, nonché di ogni attività finalizzata alla promozione del medioevo ad Ostia promossa sia dagli enti pubblici che dalle varie associazioni del territorio.
Con questo spirito invitiamo chiunque a collaborare con il nostro sito, inviando i propri elaborati o le informazioni sugli eventi alll'indirizzo ostiamedievale@libero.it.

Visita il sito: www.ostiamedievale.it.

lunedì 22 agosto 2011

Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane

I locali che ospitano il Museo sono particolarmente suggestivi e di per sé costituiscono un’attrattiva notevole. Quasi interamente scavati nella roccia tufacea, contengono al loro interno strutture archeologiche medioevali e rinascimentali, quali l’unica fornace del Quattrocento per la cottura di maioliche ancora intatta, esistente in Italia e forse nel mondo. Sono inoltre visibili i pozzi da butto e le strutture di una tipica cantina per la conservazione del vino.
L’esposizione delle maioliche si è resa possibile realizzando vetrine ricavate in vecchie nicchie scavate nel tufo o anteponendo vetri di sicurezza sorretti da strutture in legno davanti alle pareti.
Della collezione, per svariati motivi, ne hanno nel tempo usufruito sia privati, per trarne copie commerciali, sia enti pubblici, per rappresentare la città in mostre locali, nazionali ed internazionali; oltre a questi, hanno beneficiato della mostra permanente le scuole di tutti i livelli, comprese le Università italiane e straniere, per visite e documentazione, ed infine migliaia di visitatori più o meno occasionali.
Se fino a tempi recenti è stato possibile offrire tutto questo gratuitamente, ho recentemente ritenuto più opportuno avviare un percorso che mi ha portato a realizzare un vero e proprio Museo di circa quattrocento metri quadrati dove esporre l'intera collezione.
Questo percorso mi è sembrato corretto soprattutto per rispondere compiutamente al Decreto di Notifica della collezione e per facilitare di conseguenza agli studiosi e agli interessati, l'accesso all'intera collezione.
Non va poi trascurato che la città di Orvieto, pur essendo tra le più note in Italia per la sua tradizione ceramica, non dispone a tutt’oggi di un Museo specializzato in tale settore e che quindi era necessario colmare una simile grave lacuna.
Ho fatto questo sostenendo privatamente tutte le spese senza usufruire di alcun contributo pubblico.
Il Conservatore del Museo
Marco Marino
Visita il sito del Museo: www.ceramicunderground.org.

lunedì 15 agosto 2011

Scriptorium Ticinensis

Marzio Foresti nasce a Porta Ticinese in Milano nel 1938, diplomato presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, per molti anni lavora come cartografo e disegnatore tecnico. Iscritto dal 1993 all’Associazione Calligrafica Italiana frequenta i corsi del miniatore tedesco Klaus Peter Shaffel perfezionando l’utilizzo dei supporti membranacei, dei pigmenti e dell’oro in foglia secondo metodiche ricavate da antiche ricette medievali. Marzio Foresti esegue manoscritti con testi su ordinazione. Le opere sono scritte, dorate e dipinte manualmente in esemplari unici.
Visita il sito web: www.scriptoriumticinensis.com.

lunedì 20 giugno 2011

De Rebus Gestis

Il libero Coordinamento Meridionale dei Gruppi Storici Medievali “De Rebus Gestis” si propone nel panorama italiano come punto di riferimento nel promuovere e supportare enti pubblici e privati, produzioni cinematografiche e televisive nell’organizzare manifestazioni a carattere storico che intendano distinguersi per credibilità e accuratezza.
Per tale ragione il Coordinamento comprende le migliori associazioni di “rievocazione e ricostruzione storica” che operano sul territorio ed è in grado di realizzare convegni e di presentare mostre a tema, allestimenti ed animazioni di castelli e accampamenti, dove, agli eventi di tipo spettacoloso e alle scene di vita quotidiana civile, militare e religiosa, viene combinata l’azione didattica e divulgativa che, in modo qualificato e documentato, favorisce il coinvolgimento del pubblico teso a un personale arricchimento.
Visita il sito: www.derebusgestis.com.

sabato 11 giugno 2011

Il Mercato delle Gaite

Il Mercato delle Gaite trae ispirazione dall'antica divisione di Bevagna (PG) in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l'organizzazione amministrativa della città in epoca medievale. Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore attinenza storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350. 
A tal scopo, fin dal 1983 un gruppo di studiosi esamina accuratamente lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono tratte le informazioni necessarie alla ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale. Per dieci giorni, quindi, alla fine di giugno Bevagna fa un tuffo, in questo remoto passato: le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono i loro battenti e riprendono le attività e le strade si popolano di bevanati che in abiti d'epoca vivono la quotidianità dei loro avi mangiando, lavorando, giocando proprio come loro.
Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un interpretazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva nel medioevo. Lo spirito di competizione è alla base della animata manifestazione e si concretizza nella partecipazione a quattro gare: gara del mercato, gara dei mestieri gara gastronomica, gara sportiva di tiro con l'arco. Con un complesso sistema a punti, assegnati da professori esperti nei diversi campi e chiamati a giudicare la attinenza storica, l'ultimo giorno della manifestazione si decreta il vincitore che riceve in dono il palio della vittoria. Il forte spirito di appartenenza alla propria gaita rende le competizioni molto interessanti e stimola un contunuo miglioramento delle proposte delle gaite nei vari settori con evidente vantaggio delle qualità generale della manifestazione Il Mercato delle Gaite è oggi annoverato tra le più importanti manifestazioni storiche dell'umbria e fa parte della Associazione Regionale Manifestazioni Storiche.

martedì 17 maggio 2011

Cinema e Medioevo

Il cinema - non solo il cinema - non ha il compito di riprodurre né l'intento di spiegare il Medioevo: al contrario, esso lo "reinventa", lo ricrea ricostruendolo senza vincoli filologici e con una potenza immaginifica senza pari.
è, il suo, un tempo "altro" e parallelo rispetto a quello storico, in grado però di sovrapporglisi e oscurarlo sino a risultare a sua volta, nell'immaginario della cultura di massa, il Medioevo "reale". Ma se ammettiamo che il Medioevo come età storica non è mai esistito, se non come prodotto culturale, non può negarsi al cinema il diritto di creare a sua volta, con i parametri e gli strumenti - insieme culturali e industriali - che gli sono propri, il suo "personale" Medioevo, anzi i suoi Medioevi, superando confini cronologici e in molti casi ignorando, volutamente o meno, la cosiddetta fedeltà storica.
Di questo Medioevo plurale, non solo dunque del Medioevo cronologicamente inteso, si occupa questa sezione del sito Storia medievale dai castelli ai monstra, presentando schede ragionate - aggiunte e aggiornate continuamente - su tutti i film che, dalla nascita del cinema ad oggi, in Italia e nel mondo intero, si sono interessati in qualche modo all'età medievale, ai suoi personaggi, ai suoi miti, ai suoi archetipi e alle sue atmosfere: con risultati evidentemente alterni, ma con un punto comune a tutti i film che si dichiarano "storici", il fatto cioè di essere non una ricostruzione più o meno puntuale del passato, ma una rappresentazione più o meno esplicita, più o meno consapevole, del nostro presente (R.L.)

Visita il sito: www.cinemedioevo.net.

martedì 7 dicembre 2010

Centro di Studi Medioevali “G. G. Meersseman”

Il Centro di Studi Medioevali “G. G. Meersseman” nasce nel 2000, all’inizio di luglio, ad opera di studiosi vicentini del medioevo.
L’associazione, secondo il dettato statutario “… si prefigge di rinnovare le conoscenze della civiltà medioevale sul piano locale e generale attraverso la promozione di attività di ricerca originale e di valorizzare il retaggio di quell’età, in particolare la tradizione culturale e artistica. … Particolare cura il sodalizio pone da un lato nell’operare l’aggiornamento continuo dei propri membri, dall’altro nell’accogliere, favorire e guidare i giovani laureandi o laureati ad un’attività di ricerca rigorosa e di qualità”. Sul piano pratico si propone di assistere i propri soci nel perfezionamento delle ricerche già intraprese e di programmare nuovi campi di attività, di pubblicare studi, atti, fonti documentarie, di organizzare cicli di lezioni pubbliche, convegni e mostre, di prestare lavoro di ricerca e ogni supporto possibile agli enti pubblici o privati per quanto concerne gli studi storici, il restauro di manufatti e iniziative di recupero di relitti archeologici e toponomastici dell’Età di mezzo.
Gli aderenti sono persone di ogni età e di discipline diverse, unite dall’amore per il medioevo e da una sincera volontà di collaborazione. L’associazione ha prospettive di espansione oltre l’orizzonte vicentino, ma per il momento mira solo a consolidarsi e accoglie nuovi soci con molta prudenza. Tiene riunioni mensili (o quasi) ottimamente partecipate.
La sede presso la badia di Sant’Agostino è stata scelta per memoria e tradizione di una funzione spirituale e culturale che in questo luogo si è protratta in forme sempre diverse e originali dal XII a tutto il XV secolo. Icona del Centro è la raffigurazione dell’abbazia, tratta da una pianta antica, quand’era ancora strutturalmente intatta,. La dedica del Centro studi al grande studioso fiammingo Gilles Gerard Meersseman discende da tre ordini di ragioni: da un lato perché egli amò soggiornare a lungo in queste plaghe e in particolare presso la badia, diventando vicentino d’adozione e accademico olimpico, da un altro perché tre dei soci ebbero l’onore di godere della sua amicizia, e da un altro ancora perché, pur avendo un carattere forte, moralmente intransigente e scientificamente rigoroso, trattava anche gli interlocutori più umili con grande semplicità, affabilità e amicizia e considerava lo studio come una conseguenza e coronamento dell’amore dei propri simili. Il sodalizio, condividendo questa concezione e ritenendo preminente ed essenziale il rapporto di autentica amicizia tra gli aderenti ai fini di un’attività di studio proficua, serena e severa al tempo stesso, ha fatto proprio il motto che il Meersseman prediligeva: “In dulcedine caritatis quaerite veritatem”.

giovedì 21 ottobre 2010

Annus "L'anello del tempo nelle festività del medioevo narnese"


Il Progetto Annus parte dallo studio degli “Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae” da cui si è potuta evincere una serie di festività religiose (capitoli XXVII e XXVIII - Libro Primo) celebrate sia secondo il “tempo della chiesa” che il “tempo del mercante”.
Scopo del progetto, che non prescinde appunto da un’accurata e profonda analisi storica è quello di riportare alla luce tali festività, tradizioni e culture in una serie di appuntamenti che, prendendo spunto dall’ormai incontestabile e puntuale correttezza filologica che contraddistingue la “Corsa all’Anello”, costituiscano un approfondimento, specifico e professionale, di temi e patrimoni di conoscenze tali da divenire veri e propri centri di richiamo per i settori presi in considerazione e per un pubblico sempre più vasto di appassionati e cultori.
Il “tempo della chiesa” prevede, storicamente, la ricostruzione dei cortei che consegnavano ceri e palii alla chiesa dedicata al santo in questione, con la celebrazione di funzioni religiose reali oppure ricostruzioni parziali della messa trecentesca.
Il “tempo del mercante” invece la ricostruzione su piazze e vie si ricostruiranno quelle botteghe a cui era permesso rimanere aperte, come Pizzicaioli, Merciari, Barbieri, Ferrari ed Arte della Lana, e la disposizione di quel meraviglioso crogiuolo umano delle fiere medievali, in cui trovavano posto, in onore del santo, tutti gli artigiani sottoposti al suo patronato.
Infine un terzo tempo, di non “legoffiana” memoria, quale il “tempo del piacere” corona gli altri due ingobando gli aspetti del gioco, della gola, della musica e della danza e quant’altro concorra nell’appagamento dei sensi dell’uomo medievale.
Tempi che loro volta richiamano momenti che scandiscono i tempi. Nel fluire delle cose. Come il serpente che si morde la coda, l’Uroboro, simbolo del progetto.
Il Miracolo di San Giovenale
I momenti prescelti, vale a dire le festività, connotate di forte valenza stagionale di memoria pagana legata alla terra, fra le tante sancite da Statuto, sono, in ordine temporale:
  • S. Giovenale, 3 Maggio, che come Patrono mantiene inalterata la sua importanza principale
  • S. Giovanni Battista, 24 Giugno
  • S. Michele Arcangelo, 29 Settembre
  • S.Nicola, 6 Dicembre
La struttura delle manifestazioni rimane pressoché identica per tutte le date, eccezion fatta appunto per S. Giovenale, che mantiene la peculiarità della “Corsa all’Anello”, differenziandosi di volta in volta per le tradizioni storico-folcloriche proprie del santo in questione e della stagione in cui cade. La città sarà allestita in modo permanente da strutture che richiamino l’atmosfera medievale ed andrà a colorarsi per ogni occasione, di sfumature e sfaccettature differenti. Così come la Rocca, monumento cittadino, andrà a “contenere” uno degli eventi principali previsti, in modo da consentire la completa fruibilità della città in toto, appunto partendo da quello che giustamente può considerarsene il simbolo, soprattutto medievale.
Le rievocazioni avranno durata dei 3/4 giorni precedenti o susseguenti al giorno santificato che inglobino un week-end. Su tutto, imprescindibile è la presenza di un tema, legato alla connotazione simbolica che il santo porta con se proveniente da radici ancestrali e da religioni sormontate, da cui e a cui tendono tutte le manifestazioni allestite.
Esse si apriranno con una funzione religiosa celebrativa del santo in questione, recuperando anche aspetti della messa latina evocativi sia per suggestione che cultura, subito seguiti che cerimonie sempre legate all’aspetto religioso del santo, in collabora-zione con la diocesi cittadina e con le comunità legate ai santi patroni (Itieli, Sant’Urbano, Schifannoia, ecc..)
Poi si darà spazio all’aspetto profano portato dalla tradizione con l’apertura di botteghe artigiane e fiere medievali a cui verranno invitati professionisti da tutta la penisola, e soprattutto locali, invitati a cimentarsi in nuove forme d’arte.
Avrà luogo un convegno o conferenza che approfondisca i temi trattati, in collaborazione con la biblioteca cittadina, appena riaperta nella sua veste di viva istituzione culturale, finalmente fonte preziosa per ricerche sulla nostra storia, che contenitore privilegiato di eventi culturali.
Si terrà un festival che esalti con la partecipazione corale della città e di quelle invitate a partecipare, il tema stesso, culminante in un premio.
Si terrà un evento-spettacolo dalle caratteristiche di eccezionalità per sottolineare il culmine delle celebrazioni, comunque legato al particolare aspetto trattato.
Si strutturerà l’aspetto gastronomico, anch’esso imprescindibile dall’evocazione di un’atmosfera medievale, secondo i canoni della cucina medievale sia con banchetti che punti ristoro, diffondenti odori e sapori di antica memoria.
I Temi
Per una città, quindi, che vive di medioevo non più solo per un breve periodo all’anno come tante altre, ma durante tutto l’anno, con un afflusso turistico, che in questo modo è quantomeno quadruplicato, centrando anche target diversi di appassionati di settori specifici quali storia, teatro, danza, musica, artigianato, ecc.
Visita il sito:  www.annus.it.

mercoledì 28 luglio 2010

Il gruppo Pisa Ghibellina nasce dalla volontà di alcune persone di conoscere e approfondire la storia medievale della propria città, Pisa, in un periodo di rilevante importanza. E dalla necessità di creare un gruppo di rievocazione, la cui assenza veniva sentita. Infatti Pisa era l'unica città nel panorama toscano a non possedere un suo gruppo di rievocazione medievale, che riscoprisse e conservasse la memoria delle gesta e delle tradizioni che la fecero grande durante il medioevo, suo periodo di massimo splendore. Da qui la decisione di fondare il gruppo per la rievocazione e lo studio storico "Pisa Ghibellina". L'avvio prese piede da due distinti gruppi che riuscirono a incontrarsi e convergere sul medesimo intento. Il primo composta da due persone già praticanti della rievocazione storica e già conosciuti nerll'ambiente, che in seguito a varie vicisssitudini si ritrovarono soli a portare il nome di Pisa nelle varie manifestazioni, il secondo da un gruppo di Pisani fortemente legati alla propria città, personalità di spicco del Gioco del Ponte che volevano fare qualcosa di piu' ma non avevano agganci nelo mondo della rievocazione. Dal felice connubio di questio due gruppi è nato "Pisa Ghibellina" che si propone di rappresentare una compagnia del'esercito della reppubblica Pisana della fine del duecento.
Visita il sito: www.pisaghibellina.it.