giovedì 10 aprile 2014

Kalòs Concentus

L'associazione Kalòs Concentus è un ensemble vocale e strumentale nato con l’intento di recuperare e valorizzare il repertorio musicale antico e soprattutto medievale. Cantanti e strumentisti condividono la passione per la musica senza esserne veri “professionisti” (come con ogni probabilità erano i musici del tempo): ciononostante l’amore e il profondo rispetto che nutrono per questo genere è tale da garantire realizzazioni curate e affascinanti.
Il gruppo è nato fra le mura di una scuola media di Sesto San Giovanni, anni fa; all'inizio era formato da alcuni docenti, collaboratori scolastici e molti genitori, mamme e papà che per preparare meglio la festa di Natale e di fine anno si trovavano per cantare insieme qualsiasi brano "commestibile". Poi è successo qualcosa: qualcuno ha chiesto di restringere il programma, di focalizzare lo studio su brani più complicati, su una prassi esecutiva più consona alla musica eseguita, più studiata.
Un approccio quindi meno improvvisato, che ha richiesto - e richiede tutt'ora! - ai coristi uno sforzo e un impegno non condivisibile da tutti: la scrematura è stata fisiologica, anche se sofferta. Molti amici ci hanno abbandonato. E a sfoltire ulteriormente il numero dei partecipanti sono sopravvenuti due fatti, uno conseguente l'altro: il desiderio condiviso non da tutti di concentrarsi sulla musica antica, soprattutto quella medievale, da studiare anche con strumenti adeguati, un Oud (liuto arabo), una traversa medievale, un'arpa celtica, percussioni antiche; la necessità conseguente di affrancarsi dall'ambito scolastico, di perseguire altri orizzonti, e per questo il cambio della sede delle prove, che un destino benevolo ha voluto diventasse l'Abbazia dei monaci Benedettini Olivetani di Seregno, dove il direttore del gruppo presta servizio ogni messa festiva come cantor nella schola di gregoriano.

venerdì 31 gennaio 2014

Poeti d'Italia in lingua latina

Il progetto di ricerca “Poeti d'Italia in lingua latina” è nato nel 1999 con lo scopo di individuare, censire, raccogliere e digitalizzare i componimenti latini in versi, prodotti nell'area geografica o in ambienti culturali italiani, entro il periodo compreso all'incirca fra la nascita di Dante e la prima metà del Cinquecento.
Carmi di autori celebri e testi anonimi di ogni genere, pubblicati attraverso edizioni a stampa (talvolta recenti e rigorose, non di rado antiquate e immetodiche), ovvero passati dai manoscritti delle biblioteche a supporti cartacei dalla circolazione scarsissima (come ad esempio le tesi di laurea, sino a pochi anni fa ancora battute a macchina), o del tutto rimasti inediti nei fogli dei codici: quanto si poteva trovare sta transitando agli archivi elettronici, cui un annesso motore di ricerca verbale consente di accedere per l'immediata interrogazione.

martedì 10 dicembre 2013

Padova Medievale

Benvenuti nel sito del Turismo Medievale del Consorzio di Promozione Turistica di Padova.
In queste pagine potete trovare tutto su Padova nel Medioevo, sulle città murate del territorio, sui castelli e le abbazie, sugli eventi medievali.

lunedì 28 ottobre 2013

Compagnia d'Arme "I Fratelli della Spada"

Il sito della Compagnia d'Arme "I Fratelli della Spada" di Pisa. Ricco di sezioni con trattati di scherma, schede didattiche, ricette, proposte rievocative, link e molto altro.

giovedì 10 ottobre 2013

Sardegna Medievale

Le finalità del sito ‘Sardegna medievale’ si possono riassumere nella volontà di diffusione della conoscenza di una cultura semisconosciuta al grande pubblico sardo e nella maggior parte dei casi ignorata oppure esaminata con molta superficialità dagli studiosi continentali, che troppo spesso esprimono i loro giudizi sulla base di documentazione fotografica infedele.
Fino a non molti decenni or sono la Sardegna è stata rappresentata soltanto dal mondo dei nuraghi e dagli affreschi della abbazia di Saccargia: due momenti culturali assai più espressivi di qualunque racconto storico per quanto alto questo potesse essere e niente affatto estranei ad esso se lo si vuole comprendere fino in fondo. La ricerca è progredita e Saccargia non è più un unicum. Si è scoperto che qui circolavano ateliers di grande livello; cicli pittorici come quelli di Galtellì o di Trullas ma anche gli affreschi della chiesa del castello di Bosa testimoniano l’assurdità di vecchie tesi secondo le quali l’Isola avrebbe vissuto in orgoglioso isolamento rispetto alla vorticosa circolazione di uomini e di idee lungo le rotte mediterranee durante il corso di tutto il Medioevo. Taglie pisane chiamate dai giudici sardi costruivano alcune tra le più belle chiese medievali sarde, oggetto di stupore quando un visitatore impreparato si trova improvvisamente di fronte ad esse; le decorazioni scultoree medievali spesso non sono inferiori per livello qualitativo alle opere presenti nel duomo pisano; i cicli affrescati e scolpiti mostrano quale melting pot di operatori (lombardi, toscani, laziali, visigoti) lavoravano nelle chiese dell’Isola al servizio dei regnanti locali e dei vescovi.
Se poi si dovesse pensare che solo dopo il Mille, come attesterebbe la documentazione storica pervenutaci, la Sardegna si sarebbe aperta alla cultura continentale, ebbene basteranno i dipinti murali della chiesa rupestre di Sant’Andrea Priu a Bonorva o le decorazioni aniconiche di riuso presenti nella facciata del San Nicola di Trullas anteriori al volgere del Millennio per attestare che un solo tipo di ricerca (quella storica) non è in grado di offrire un quadro completo di qualsiasi civiltà. Gli esempi a dimostrazione di quanto affermato sono moltissimi e non dimentichiamo affatto il peso della cultura bizantina ampiamente testimoniata nell’Isola da numerosi edifici sacri e materiale plastico, così come quello dell’eredità paleocristiana attestata da alcuni capitelli conservati nel San Gavino di Porto Torres.
Coordinatore scientifico del progetto è la storica dell’arte Fernanda Poli che ha elaborato un piano di lavoro quanto più possibile completo dei siti medievali meritevoli di attenzione, spesso trascurati o comunque trattati a livello ‘inventariale’ negli scritti editi, allo scopo di valorizzarne quel ruolo di pietre miliari che rivestono tutti i ‘monumenti’ (cioè opere degne di memoria). Non sarà trascurato alcun aspetto della civiltà altomedievale e medievale (architettura, pittura, scultura, epigrafia, nonché le cosiddette, con definizione impropria, arti minori). Il sito è aperto anche a contributi sull’archeologia specialmente quando collegati al trapasso tra il mondo classico e l’incipiente civiltà altomedievale.
Amministratore del sito e curatrice della documentazione fotografica è la fotografa Rossella Fadda.
Verranno accolti interventi di studiosi giovani e meno giovani desiderosi di contribuire al nostro progetto: la diffusione della conoscenza dell’arte in Sardegna.
Visita il sito: www.sardegnamedievale.it.

venerdì 4 ottobre 2013

Antica Ferraria

Anticaferraria nasce per conservare lo spirito di Ferrara antica, le sue origini, le sue tradizioni, le sue storie che oggi, buona parte dei giovani non ha più interesse a coltivare.
Chi oggi, si interessa di Via delle Volte? Di Santa Maria di Bocche, chi si pone domande come: chi era Tedaldo di Canossa?
Pochi. Non oso dire nessuno sennò noi non avremo aperto questo punto informativo e Voi non sareste qui a leggere questi testi.
Non vogliamo puntare il dito sui giovani ma su tutti perchè rari sono coloro che si pongono il problema, se Matilde di Canossa, Guglielmo degli Adelardi, Salinguerra II° de'Torelli non avessero fatto quello che hanno fatto, Ferrara sarebbe com'è ora? Che cosa sarebbe accaduto? In quanti si occupano di andare a cercare se nei vari compendi istorici araldici compare il loro cognome per sapere qualcosa di più sulle proprie origini?
Noi queste domande ce le siamo poste ed è perciò che anticaferraria.com nasce e respira portando fra le sue pagine la storia di una delle più belle città italiane.
Ferrara e le sue strade, Ferrara e le sue storie, forse non sono ancora state svelate del tutto, forse non ancora.
Visita il sito: www.anticaferraria.it.

sabato 31 agosto 2013

Secoli Bui, il Medioevo Siciliano

Secoli Bui, il Medioevo Siciliano è un sito dedicato alla Casa della Musica e della Liuteria Medievale di Randazzo (CT). Nasce nel 2009 con l'intento di creare un punto di incontro per gli appassionati di musica, di artigianato, di belle arti in generale, dove sia possibile isolarsi ad ascoltare i suoni naturali degli strumenti musicali in un ambiente antico vicino alla natura.
La Casa è un edificio costruito tra XII e XV secolo. Da un lato si affaccia sulla Via S. Caterinella, nel quartiere di S.Martino, dall'altro sporge sulla valle del fiume Alcantara e i monti Nebrodi.
Nella luce discreta dei suoi ambienti silenziosi sono custoditi oltre 60 strumenti musicali e oggetti sonori che documentano l'interesse umano per i suoni dalla Preistoria al Medioevo.
La singolarità di questa collezione è che tutti questi oggetti durante la visita vengono suonati dal loro autore, che ne spiega l'origine, le particolarità e la funzione.
Nella stanza più grande 40 posti a sedere permettono anche a un pubblico numeroso, come gruppi scolastici e comitive organizzate, di godere della sosta negli ambienti medievali ravvivati dai racconti e dalla musica.
Visita il sito: www.secolibui.com.

lunedì 26 agosto 2013

Castello di Monte Copiolo nel Montefeltro

Le indagini storico/topografiche sul sito dell'antico Castello di Monte Copiolo sono inziate nell'anno 1997 a cura dell'Insegnamento di Archeologia Medievale dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Una successiva convenzione di scavo stipulata tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche - l'Università di Urbino e il Comune di Montecopiolo ha permesso l'avvio della prima campagna di scavo nell'anno 2002.
Il castello di Monte Copiolo, luogo di origine della famiglia comitale dei conti di Montefeltro (poi duchi di Urbino) e principale possedimento della stessa sino alla seconda metà del XIII secolo, sorge su una rupe di 1030 metri s.l.m., si trova a spartiacque tra l'alta valle del fiume Conca e la media Valmarecchia, a poca distanza dalla fortezza di San Leo (Regione Marche, provincia di Pesaro e Urbino, Montefeltro).
I ruderi del castello, fondato nel X secolo, affiorano, con strutture poderose, su una superficie complessiva di circa 9000 mq; l'insediamento, in base ad un assetto che si ripete genericamente nella maggior parte dei castelli di questa regione, era costituito da un'area sommitale (il cassero o rocca), cinta da un'imponente cortina muraria, dove si trovavano gli edifici di residenza signorile e dal sottostante abitato, distribuito lungo il terrazzo più basso e difeso anch'esso da una seconda cinta muraria in pietra calcarea. Tutte le strutture affioranti sono legate al fondo roccioso, appositamente rilavorato per accogliere le murature. Questo ha fatto si che opera dell'uomo e opera naturale si siano compenetrate in maniera tanto organica da diventare un tutt'uno costituendo il fascino di questo complesso archeologico.
L'Insegnamento di Archeologia Medievale ha deciso di porre in questo sito il suo principlae cantiere poiché è in questo luogo che i conti di Montefeltro hanno mosso i loro primi passi verso la formazione prima della contea di Montefeltro.

lunedì 5 agosto 2013

Brindisi Medievale

Il blog di riferimento sul Medioevo di Brindisi e provincia.
In questo blog trattiamo di molti argomenti che si possono tranquillamente associare a questo mondo affascinante del medioevo tra castelli, cavallieri, corti, chiese tipo la storia, l'arte, l'architettura, l'archeologia. Facciamo anche delle brevi recensioni sui libri che trattano di tale argomento, scriviamo biografie sui personaggi che hanno caratterizzato il medioevo brindisino e gli studiosi che hanno dedicato per molti anni le loro ricerche tra le carte degli archivi.

lunedì 29 luglio 2013

Medieval Archaeology Grosseto

MediArG sta per Medieval Archaeology Grosseto. Il laboratorio, già attivo nell’ambito delle attività della Cattedra di Archeologia Medievale nella sede senese del Dipartimento di Archeologia e storia delle Arti dell’Università di Siena, si trasferisce a Grosseto nel 2002 precedendo di un anno l’attivazione del Corso di Laurea in Conservazione, Comunicazione e Gestione dei Beni Archeologici. Dal 2010 il laboratorio ha ridefinito la strategia di approccio alla ricerca, puntando sulle tecnologie informatiche come strumento di analisi reale (e non mera sovrapposizione di livelli informativi) della molteplicità di dati emersi e che possono essere estratti da uno studio integrato fra fonti cartografiche, scritte e archeologiche. In questo ambito si collocano alcune tesi di laurea e progetti di studio sulla stratificazione del parcellario agrario, della viabilità storica, del rapporto fra viabilità e insediamenti. Questo approccio consente una maggiore interazione con il tema di grande attualità dell’archeologia preventiva e con una progressiva riduzione delle risorse disponibili per la ricerca che impongono una scelta consapevole di campioni potenzialmente più significativi per rispondere ai quesiti storiografici.
Visita il sito: www.archeogr.unisi.it/CCGBA/laboratori/lam.