lunedì 19 gennaio 2015

Spino Fiorito

L’a.p.s. “Spinofiorito” è un ente senza finalità di lucro dedicato ai trovatori che soggiornarono alla corte dei marchesi Malaspina.
Coerentemente con questo scopo, l’associazione ha come oggetto sociale lo studio e la diffusione del patrimonio storico e culturale dell’Oltrepò pavese collinare e montano, in particolare del territorio dominato dai Malaspina, con riferimento alla storia medievale locale e ai legami con i territori appenninici confinanti (area delle Quattro Province) e con le grandi vie di comunicazione e pellegrinaggio del Medioevo (Via del Sale, Via Francigena, Via degli Abati, Cammino di Santiago); si propone inoltre lo studio e la diffusione della poesia dei trovatori provenzali e dei loro legami sia con la storia e le tradizioni locali, con particolare riferimento alle loro radici medievali, sia con le forme letterarie e musicali delle epoche successive, fino all’età contemporanea. Attraverso la valorizzazione del legame tra la letteratura provenzale, culla della civiltà letteraria europea, e le terre dei Malaspina, l’associazione mira altresì a stabilire relazioni e scambi culturali con i territori di lingua occitana in Italia e in Francia.
Visita il sito.

martedì 13 gennaio 2015

lunedì 5 gennaio 2015

Scriptorium Foroiuliense

Scriptorium Foroiuliense è una Associazione Culturale nata nel 2012, volta all’insegnamento dell’Arte Calligrafica Antica.
Insegniamo prevalentemente la scrittura Onciale, la Gotica, la Cancelleresca (Diplomatica) e la Beneventana.
Il recente connubio con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli offre ai nostri allievi l’opportunità di visionare veri testi antichi (dall’anno 1000 al 1700) ed apprezzarne la calligrafia.
Il nostro scopo ci identifica come Associazione senza fini di lucro.  Il numero degli allievi è generalmente limitato a 15 unità per corso, con precedenza agli studenti ed ai residenti in Friuli Venezia Giulia.
Gli allievi durante i corsi realizzano delle pergamene che rimangono di proprietà dell’Associazione e si esercitano su lavori commissionati dall’Associazione (alberi genealogici, biglietti da visita, inviti, ecc.).
Gli allievi che superano i corsi ai diversi livelli ricevono un ATTESTATO. Oltre alla Biblioteca Guarneriana lo Scriptorium Foroiuliense collabora con il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano dove è presente con una sede distaccata, l’ARLEF (Agenzia Regionale per la Lingua Friulana) e con Scuola Mosaicisti del Friuli Venezia Giulia, Provincia di Udine e non ultima la Regione Friuli Venezia Giulia.
Accanto alla sede didattica lo Scriptorium Foroiuliense offre la possibilità di poter visitare (su prenotazione) l’OPIFICIUM LIBRORUM, che si può considerare un vero e proprio Museo Vivente, infatti tra Cartulai, Cartai, Legatori, Miniaturisti e gli immancabili Amanuensi, i visitatori hanno la possibilità di immergersi in una fabbrica del libro medievale. Tutto questo avviene nella splendida cornice del Castello di Ragogna, dove vi è un bookshop nel è possibile acquistare penne, pennini, pergamene, carta fatta a mano, penne d’oca e tutto l’occorrente per il realizzo delle miniature.

venerdì 2 gennaio 2015

Brindisi Medievale

L'idea di Brindisi Medievale nasce dall'idea di Pierluigi Papa, un giovane brindisino appassionato di Storia Medievale, studiando la storia del territorio provinciale brindisino durante questo periodo storico.
Si tratta di un progetto molto ambizioso di possedere un portale come un punto di riferimento per gli studiosi brindisini di arte, di storia, di archeologia, di biografie sulle personalità che hanno lasciato il segno, con l'intento di far conoscere e valorizzare al pubblico questo territorio pieno di storia, di arte e leggende.
Gli argomenti che trattiamo, ovviamente sono di carattere medievale come la storia, l'arte, l'archeologia, i miti, le leggende, l'architettuta, e aggiornando il pubblico sugli eventi brindisini.
Ci occupiamo di scrivere delle brevi recensioni sui libri, per facilitare lo studio a coloro che si avvicinano a questi tipi di studi.
Diamo spazio ai fotografi o turisti, per esporre le loro più belle foto da pubblicare su questo spazio, ma anche per i documentari,  video e per articoli pubblicati su varie testate giornalistiche o su riviste scientifiche di carattere storico o artistico.
Con il passare del tempo ci saranno delle importanti novità con lo scopo di utilizzare varie piattaforme per valorizzare il nostro territorio.
Sarebbe bello se da questo spazio potesse nascere qualcosa di più importante e di concreto che un semplice sito, ma dobbiamo essere umili e procedere con calma e impegnandoci affinché possa essere accessibile a tutti.

mercoledì 24 dicembre 2014

I Mosaici in opus sectile del Duomo di Monreale

Il sito costituisce la trattazione attualmente più estesa ed organica dell'opus sectile a motivi geometrici del Duomo di Monreale. La riproduzione digitale del repertorio delle sue opere fornirà una rappresentazione integrale del complesso pavimentale e parietale [zoccolo ad incrostazione marmorea] della Basilica, consentendo di riprodurne ogni parte alla scala di grandezza desiderata.
Curatore di questa incredibile opera telematica è Giuseppe Oddo, nato a Termini Imerese [Palermo] il 23 marzo 1949, ha frequentato il locale Liceo Classico Statale “G. Ugdulena” e si è laureato in Architettura all’Università degli Studi di Palermo.
Dal 1988, come vincitore di pubblico concorso, è docente di Storia dell’Arte negli istituti d’istruzione secondaria superiore.
Attualmente vive a Palermo, dove insegna presso il Liceo Classico Statale “Umberto I”.
Dal 1991 al 2007, come titolare di cattedra all’Istituto Statale d'Arte del Mosaico “M. D’Aleo” di Monreale, l’autore ha potuto dedicarsi, in modo sistematico e continuativo, allo studio dei mosaici parietali e pavimentali, in opus sectile a motivi geometrici, del Duomo di Monreale [si coglie l’occasione per ringraziare le autorità religiose della Basilica e, particolarmente, il personale di custodia per la disponibilità e la benevolenza dimostrate].
Il risultato di tale consistente e irripetibile attività di rilievo e studio, finalizzata alla riproduzione grafica delle circa 500 fasce musive a parete e dei tappeti pavimentali estesi in tutta l’area del Grande Presbiterio della Basilica, è in attesa di pubblicazione, mancando, al momento, uno sponsor che ne sostenga gli oneri editoriali.

martedì 23 dicembre 2014

Ascoli Medievale

Ascoli Medievale
Un po’ per sconfiggere il pessimismo millenarista, un po’ per rincorrere la salvezza, un po’ per ostentare i buoni rapporti con Roma, fatto è che tra l’inizio dell’anno Mille e il XIV sec. la città di Ascoli ha vissuto un proliferare di edifici di culto, addirittura alcune chiese sono quasi confinanti. Così, il centro storico ascolano presenta ai giorni nostri una straordinaria eredità architettonica, fatta di uno stile romanico imponente ma sobrio, con una costante in comune che avvicina la produzione nei diversi secoli coinvolti: il travertino.
Questo sito, realizzato dalla Associazione Culturale “Le Picene” si propone come una guida informale e accessibile per chi vuole conoscere questo patrimonio unico ancora tutto da scoprire. Vengono proposti percorsi divisi nei quattro quartieri storici del centro, con accenni ad alcune delle loro principali chiese. Comunque, la miglior forma per gustare Ascoli è camminare senza fretta per le sue Rue, oppure prendere una delle nostre bici in prestito.
L’ Associazione Culturale “Le Picene” è un progetto universitario del Dipartimento di Scienze della Formazione, Beni Culturali e Turismo, con cui, quattro studentesse del terzo anno, Silvia Ferri, Maria Vittoria Martin, Kelly Martinelli e Milena Santini, vogliono promuovere e valorizzare il meraviglioso patrimonio culturale di Ascoli Piceno, offrendo itinerari turistici, che portano a conoscere direttamente l’ancor cospicuo patrimonio risalente al Medioevo, eventi da non perdere e molto altro da vedere.
Visita il sito.

sabato 20 dicembre 2014

La Ghironda

La Ghironda è il sito dell'omonimo gruppo di musica medievale di Asti.
La Ghironda nasce nel 1982 come gruppo teatrale e musicale su iniziativa del regista astigiano Giuseppe Villavecchia, per l'allestimento dello spettacolo «Iacopone da Todi».
In seguito il nome resta al solo gruppo musicale che si amplia nell'organico, e sviluppa il suo repertorio basandosi sulla ricerca nell'ambito della musica medievale e rinascimentale, e parallelamente di quella tradizionale monferrina.
L'intento della formazione e' stato quello di sviluppare un racconto della tradizione melodica della zona, dal Medioeovo ad oggi, considerando la prossimità con la Provenza. Recentemente il gruppo ha deciso di limitarsi alla musica medievale.

venerdì 12 dicembre 2014

È nato l'Archivio Digitale del Volto Santo

Il 2014 ha visto la creazione di un nuovo strumento digitale ad uso degli studiosi ma anche di un pubblico colto interessato al fenomeno religioso e ai pellegrinaggi storici. Si tratta dell'Archivio Digitale del Volto Santo, frutto di una collaborazione tra la SISMEL (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino, Firenze), l’Archivio di Stato di Lucca e l’Associazione Mons Gaudii ed è curato dalla studiosa Ilaria Sabbatini. Il progetto vede la partnership dell’Università di Siena (Centro interdipartimentale per lo studio dell’ ospedale di Santa Maria della Scala), dell’Università di Tours – Francia (Département d’Histoire et d’Archéologie) e del Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca mentre altri enti e istituzioni culturali stanno per formalizzare la loro adesione.
Il progetto intende avviare un recupero della messe di conoscenze sul Volto Santo a partire dalle fonti manoscritte e iconografiche, raccogliendo la vasta bibliografia su quello che fu e rimane un emblema della stessa identità lucchese. La leggenda e il culto del Volto Santo furono peraltro condivisi ben al di fuori della Città, tanto da porsi come un ponte culturale e spirituale tra Oriente e Occidente, un elemento di contatto tra genti diverse ma unite da una potente componente comune. Anche seguendo le tracce della diffusione del culto del Volto Santo, si ritrovano le due anime dei lucchesi coesistenti in un raro equilibrio: l’orgoglioso senso di appartenenza a una comunità dalle grandi tradizioni e il valore della propria libertas insieme all’apertura verso il vasto mondo: spartiacque le Mura. Il Volto Santo infatti, oltre a parlarci della devozione della città di Lucca, che da secoli si esprime attraverso cerimonie religiose, ma anche feste e momenti di incontro, è anche un punto di riferimento per lo studio di quel fenomeno così importante che furono e continuano ad essere i pellegrinaggi a Gerusalemme ed in altri luoghi simbolo della cristianità. Lungo quel reticolo di strade che congiungeva Roma e Santiago di Compostela, Lucca occupava una posizione chiave ed anche per questa ragione il culto del simulacro lucchese assunse una grande rilevanza, molto al di sopra di una semplice pratica devozionale locale quale talvolta si tende a giudicarlo oggi.
Tenendo conto della via Francigena, o Romea a seconda della prospettiva, il progetto ha cercato la collaborazione delle Università di Siena e di Tours alla luce del fatto che in entrambi i casi si tratta di importanti snodi nel sistema di strade che metteva in comunicazione i grandi centri di culto del medioevo. Il Santa Maria della Scala di Siena fu infatti uno dei più antichi e grandi ospedali europei dove tutt’oggi spicca il bellissimo Pellegrinaio, riservato all’ospitalità dei viaggiatori, conosciuto per la presenza di uno dei più importanti cicli pittorici del Quattrocento senese. Anche la città di Tours, oltre ad essere il punto di partenza della via turonense per Santiago di Compostela, è collegata a Lucca tramite la figura di San Martino cui è dedicata la cattedrale che ospita. La celebre scultura del duomo di Lucca, la sua stessa intitolazione, sanciscono un legame che non è semplicemente evocativo ma esprime l’essenza di una relazione profonda, sul filo del tema della circolazione e dell’assistenza ai viandanti e ai pellegrini.

Il progetto ARVO si muove anche in questa direzione, ossia si propone di esplorare il fenomeno del pellegrinaggio in tutti i suoi elementi: la relazione tra le grandi vie di comunicazione, la diffusione dei culti, gli scambi culturali, il consolidarsi di un immaginario collettivo, fino all’influenza profonda sullo sviluppo architettonico dell’Occidente attraverso le imitazioni del Santo Sepolcro, ma anche la diffusione di reliquie, riti e santuari fortemente legati alla simbologia della Terra Santa. All’incrocio delle tematiche del Volto Santo e dei pellegrinaggi si pongono anche fatti e personaggi storici di primo piano, basti solo ricordare che Carlo Magno, passando per Lucca dove l’aveva condotto l’inseguimento di Uggeri il Danese, compì le sue devozioni dinanzi al «santo Vou» nella chiesa di San Martino. Di tutti questi episodi ben presenti alla consapevolezza degli studiosi fino a qualche decennio fa, storie che arricchivano di gustosi aneddoti le dissertazioni degli eruditi degli ultimi due secoli, si è persa in gran parte la memoria. L’ambizione del progetto ARVO è quella di riallacciare tutti i fili che si dipanano dal potente emblema del Volto Santo e di porsi come uno strumento organico di conoscenza.
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giovedì 27 novembre 2014

Centro Italiano di Studi Longobardi

In attuazione delle prescrizioni Unesco, che chiedono di dedicare uno spazio adeguato alla ricerca nel piano della conoscenza e della promozione dei propri siti, si dà avvio ad una serie di approfondimenti sui temi della civiltà longobarda strettamente connessi alla rete “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” – costituita da Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio - Torba, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo, Spoleto – e alle realtà istituzionali, territoriali e culturali afferenti all’Associazione “Italia langobardorum”. A questo scopo la Fondazione Brescia Musei, in collegamento con gli altri centri del sito della rete Unesco e su mandato del Comune di Brescia, ha costituito il “Centro italiano di studi longobardi” per dare piena realizzazione agli obiettivi culturali, scientifici e informativi indicati.
Compito del Centro è la promozione di convegni, la pubblicazione di atti e l’approfondimento conoscitivo delle realtà longobarde in Italia mediante strumenti e collane, digitali e a stampa, appositamente creati. Il perseguimento di queste finalità, nelle diverse forme (progetti di ricerca, borse di studio, tesi di dottorato, pubblicazioni, studi, mostre, ecc.), mira principalmente a dotare di uno strumento di alto valore scientifico e propositivo la rete del sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” e l’Associazione “Italia langobardorum”. Il modello operativo è quello del partenariato e della piena integrazione collaborativa nello spirito proprio della rete.
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martedì 4 novembre 2014

Centro Interuniversitario per la Storia e l’Archeologia dell’Alto Medioevo

Il Centro è nato nel 2005 per iniziativa di Riccardo Francovich, Stefano Gasparri e Cristina La Rocca, con lo scopo di riunire il vasto gruppo di studiosi attivo in Italia nel campo degli studi sull’alto medioevo. L’obiettivo fondante era, ed è tuttora, quello di colmare la frattura – culturale e metodologica – tra storia, intesa come studio delle fonti scritte, e archeologia, ossia studio delle testimonianze materiali. Un obiettivo ancora più attuale oggi del momento in cui fu fondato il Centro, alla luce dell’evoluzione generale degli studi sull’alto medioevo in campo internazionale.
A partire dal suo inizio, il Centro è stato costituito dai Dipartimenti di Storia e di Archeologia delle Università di Siena, Padova e Venezia. L’attività del Centro, dopo due anni iniziali nei quali è stato attivato un master di II livello per operatori nel campo dei Beni Culturali, si è in seguito concentrata nell’organizzazione di seminari internazionali con cadenza annuale/biennale. Tuttavia l’attività di formazione rimane uno degli obiettivi del Centro, unitamente a quello di costituire un punto di aggregazione dei giovani ricercatori del settore.