mercoledì 2 aprile 2008

Rete Museale Alto Medioevo in Lombardia

La Lombardia é l’unica regione italiana ad aver mantenuto nel suo nome il ricordo di uno dei popoli germanici che si avvicendarono nella nostra penisola alla fine dell’impero romano. Il territorio lombardo, infatti, ha ricoperto nell’altomedioevo un ruolo di primaria importanza. Le sue cittá hanno svolto funzioni direttive, come sedi imperiali, regie e ducali. Le testimonianze archeologiche, architettoniche e artistiche altomedievali sono assai ricche e varie, anche se spesso poco note al pubblico.

Nel marzo 2004, i Musei Civici di Bergamo, Como, Milano, Pavia e Sesto Calende hanno costituito una rete regionale dedicata all'Alto Medioevo in Lombardia (fine V - inizi del sec. XI), alla quale dal 2007 partecipano anche i Musei Civici di Lecco. I principali obiettivi della Rete sono:

  • la valorizzazione e la promozione dei musei e dei siti;
  • il censimento delle testimonianze;
  • la progettazione di percorsi turistici e culturali;
  • lo scambio di conoscenze e l’ideazione di iniziative comuni legate a didattica, conservazione, schedatura dei materiali e progetti di studio;
  • l’aggiornamento sulle tematiche storiche del periodo considerato.
Pur nella eterogeneità dei manufatti raccolti nelle collezioni, i Musei di Bergamo, Como, Lecco, Milano, Pavia e Sesto Calende trovano un comune denominatore nello stretto legame con il proprio territorio.

Queste cittá furono sedi regie e ducali o parte di importanti distretti guidati da alti funzionari, e si affermarono nel primo medioevo come veri e propri gangli vitali dell’ Italia Settentrionale. Non a caso, a partire dalla fine del XIX secolo, le appassionate ricerche di eruditi e antiquari, storici e archeologi concentrarono la propria attenzione sul periodo compreso tra tarda antichitá e alto medioevo.

Parallelamente agli studi emerse chiaramente la volontá di conservare e valorizzare il patrimonio dei rinvenimenti che trovó una collocazione ideale nei Musei Civici. A queste prime collezioni in anni recenti vennero ad aggiungersi altri oggetti preziosi recuperati o scavati a cura della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia.

Nelle pagine che seguono viene proposta una selezione di manufatti scelti tra più significativi di ogni museo, al fine di proporre un campionario di oggetti d’ uso comune, di preziosi ornamenti, di gioielli e arredi liturgici utile a ricostruire la cultura e l’ immagine di un’ epoca.

Gli anglosassoni definiscono ancora l'altomedioevo “Dark Ages”, secoli bui, un periodo lontano da noi, di cui si conosce ancora poco.

Gli itinerari proposti intendono offrire una prima sintetica guida per scoprire le tracce di ciò che é noto di questo affascinante periodo sui territori di Bergamo, Como, Lecco, Milano, Pavia e Sesto Calende.

E' in ogni caso un'evidenza rarefatta, di quella che é stata definita “un'Atlantide sommersa”. Accanto a complessi monumentali di grande fama,le testimonianze note sono frammentarie: materiali reimpiegati in edifici dell' epoca medievale, porzioni di strutture emerse nel corso di scavi archeologici, visibili spesso attraverso vetri o grate, e talora solo il ricordo di edifici e villaggi sepolti.

I nostri itinerari sono suggestioni che si desidera proporre al visitatore, il quale su questa base potrá costruirsi anche un percorso personalizzato, più adeguato alle sue esigenze e ai suoi interessi.

Si raccomanda di verificare le condizioni di accesso ai monumenti e ai siti, spesso legate a specifiche necessitá degli enti proprietari.

Vai al sito.

giovedì 13 marzo 2008

Miles Templi

La Compagnia di Ricerca Storica “Miles Templi“ nasce come parte integrante dell’ Associazione Artistica DEMIURGO. Accomuna un gruppo di artisti aventi la passione per il medioevo ed in particolare per la storia dell’Ordine Templare. La data di nascita ufficiale è tra i primi mesi del 2007, anno in cui entra a far parte del C.E.R.S. (Consorzio Europeo di Rievocazione Storica) con cui condivide le finalità. Aspetto immutabile del Gruppo è l’accuratezza e la filologicità dei materiali e mezzi utilizzati. Fondamentale è la ricerca storica, su vari livelli di attendibilità di fonti, che prevede viaggi didattici e stage, in loco, presso musei e scavi archeologici. L’approfondimento delle tecniche di offesa e strategie militari, la vita da campo e la cucina, lo studio degli abiti civili e militari, non meno la pratica diretta su campo.
Attualmente si rievoca il periodo storico a cavallo tra il 1200 ed il 1300, in cui l’Ordine del Tempio nel suo zenit si apprestava al non lontano declino.

La Compagnia si occupa di:
    • Rievocare avvenimenti storici relativi al periodo stabilito
    • Allestimento di un campo medievale
    • Animazione spettacoli storici
    • Cortei storici e scherma medievale
    • Scuola di combattimento
    • Visite animate e laboratori didattici
    • Mercatino medievale
    • Esposizione di armi e armature a scopo didattico
    • Allestimento di mostre storiche
    • Ricerche e pubblicazioni a tema storico costruttivo
    • Regia rievocazioni storiche
    • Documentari storici
    • Consulenza allestimento costumi, armi ed oggettistica storica
    • Consulenza per produzioni cinematografiche e teatrali.
Nel sito potete trovare inoltre un'area link, gli eventi della Compagnia, lo statuto e le finalità.

giovedì 6 marzo 2008

Catalogo dei manoscritti delle biblioteche del Veneto

Nuova Biblioteca Manoscritta [NBM] è il catalogo in linea del progetto di catalogazione dei manoscritti delle biblioteche venete e il software per la loro descrizione. NBM contiene informazioni sulle biblioteche partecipanti al progetto e materiali per lo studio e la ricerca sui manoscritti. NBM è un progetto promosso e finanziato dalla Regione del Veneto, in collaborazione con i Musei Civici Veneziani.

A partire dal settembre 2003 la Regione del Veneto ha avviato un progetto di catalogazione dei manoscritti conservati nelle biblioteche venete, con lo scopo di pubblicarne il catalogo in linea. Tale progetto si affianca alle iniziative di catalogazione già avviate, che hanno come ambito i codici medievali, i cui cataloghi cartacei sono destinati a confluire in forma elettronica nell'unica banca dati dei manoscritti del Veneto.
Il progetto prevede inoltre di incoraggiare la pubblicazione in rete di materiali per lo studio dei manoscritti già esistenti (vecchi cataloghi cartacei, saggi e studi di difficile reperibilità, ecc.).
L'obiettivo è creare un catalogo che, attraverso norme condivise di catalogazione, si presenti omogeneo e liberamente accessibile.
A tal fine è stato predisposto un coordinamento del progetto che si occupa degli aspetti scientifici e organizzativi e della revisione delle schede catalografiche.
Le biblioteche hanno un ruolo di compartecipazione al progetto, individuando i fondi da catalogare e il personale addetto alla catalogazione, affiancando la Regione del Veneto, cui spetta la promozione e l'onere finanziario.

Per il numero elevato di manoscritti, in buona parte di epoca moderna, si è preferito un modello di catalogazione sommario che rendesse conto dei dati essenziali della descrizione materiale e testuale e permettesse al tempo stesso un agile lavoro di schedatura e tempi rapidi di pubblicazione.
Per il primo anno di progetto, dall'ottobre 2003 al dicembre 2004, la catalogazione è stata effettuata con il software Manus, distribuito dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU). Manus è un programma che permette una catalogazione in rete locale e prevede l'invio all'ICCU
Per il secondo anno di progetto 2004-2005 la Regione del Veneto ha affidato al gruppo di coordinamento il compito di elaborare un nuovo software di catalogazione che prevedesse una catalogazione in rete dei manoscritti, al fine di condividere dati comuni e avere strumenti di gestione per le revisioni.
dei dati prodotti per la loro pubblicazione. La revisione delle schede da parte del gruppo di coordinamento ha messo in evidenza le difficoltà di ottenere omogeneità a partire da catalogazioni isolate.

Nuova Biblioteca Manoscritta è il software di catalogazione sviluppato per il progetto e al contempo una banca dati in linea per l'accesso al catalogo. La catalogazione su NBM avviene via internet e necessita solo di un collegamento alla rete e di un browser per accedere al software. La struttura di NBM è stata pensata per rendere condivisibili tra tutti i catalogatori i dati relativi ai nomi, ai titoli identificati e la bibliografia. NBM conterrà tutte le catalogazioni già effettuate con Manus, verso il quale è possibile l'esportazione dei dati.

NBM è in linea dal giugno 2005, il riversamento delle schede da Manus si concluderà prevedibilmente entro giugno 2006. La catalogazione in NBM è iniziata da settembre 2005.

Coordinamento

L'attività di coordinamento del progetto è affidata alla Biblioteca del Museo Correr, sulla base di una convenzione tra Regione del Veneto e Comune di Venezia, Direzione centrale Beni e Attività culturali.

Il gruppo di coordinamento è formato da Paolo Eleuteri dell'Università Ca' Foscari di Venezia, direttore scientifico del progetto, da Barbara Vanin e Francesco Bernardi, e si avvale della collaborazione di Alessia Giachery. Il coordinamento opera in stretto contatto con Lorena Dal Poz, Giulio Negretto, Antonella Gasparotti dell'Ufficio Cooperazione bibliotecaria della Regione Veneto.

Compito primario del coordinamento è l'indirizzo scientifico del progetto e l'elaborazione della scheda di descrizione. Offre una costante consulenza scientifica e tecnica alle biblioteche e alla Regione del Veneto, effettua sopralluoghi preliminari nelle biblioteche, organizza incontri tecnici, predispone materiali per lo studio e la catalogazione dei manoscritti. Il coordinamento gestisce gli accessi alle aree riservate di NBM e si occupa del controllo, della revisione e della pubblicazione di tutte le schede catalografiche prodotte dalle biblioteche.

Il coordinamento ha ideato ed elaborato Nuova Biblioteca Manoscritta.

Referenti e catalogatori

Referenti per la Regione del Veneto: Angelo Tabaro (segretario regionale Cultura), Fausta Bressani (dirigente Beni Culturali), Massimo Canella (dirigente Servizio Beni Librari e Archivistici e Musei), Giulio Negretto (Ufficio Cooperazione bibliotecaria, responsabile del servizio), Lorena dal Poz (Ufficio Sovrintendenza Beni librari, referente del progetto), Antonetta Gasparotti (Ufficio Sovrintendenza Beni librari).

Referenti per il Comune di Venezia: Giandomenico Romanelli (direttore centrale Beni e Attività culturali), Sonia Guetta Finzi (dirigente Beni e Attività culturali), Piero Lucchi (Biblioteca Museo Correr, responsabile del servizio), Barbara Vanin (Biblioteca del Museo Correr, referente del progetto), Francesco Bernardi (Biblioteca del Museo Correr), Marzio Ceselin (Sviluppo Organizzativo e Sistemi Informativi, dirigente vicario), Giampiero Bontae (Sistemi Informativi, responsabile del servizio).

Referenti per il coordinamento: Paolo Eleuteri (direttore scientifico), Barbara Vanin (referente del progetto e referente scientifico), Francesco Bernardi (referente tecnico e scientifico), Alessia Giachery (referente scientifico).

Referenti e responsabili delle biblioteche: Riccardo Battocchio, Giuseppe Benetton, Bruna Burato, Agostino Contò, Renata Del Sal, Marialisa Freguggia, Cristina Garbujo, Mattea Gazzola, Giovanni Grazioli, Piero Lucchi, Gilda Mantovani, Michela Marangoni, Girolamo Marcello, Carla Marcon, Giacomo Masato, Sergio Merlo, Laura Minelle, Angela Munari, Giuseppe Pagotto, Barbara Poli, Adele Scarpari, Francesco Selmin, Rino Sgarbossa.

Catalogatori: Valeria Beldon, Silvia Bello, Federica Benedetti, Giorgia Bisio, Elena Boaga, Bruna Burato, Stefania Cavinato, Mara Colpo, Elena De Mattia, Cristina Fazzini, Mattea Gazzola, Alessia Giachery, Marco Girardi, Leonardo Granata, Sara Legnaro, Michela Marangoni, Lara Marozin, Katia Mazzucco, Sergio Merlo, Laura Minelle, Chiara Miotto, Marina Molin Pradel, Valentina Nonnoi, Chiara Pasqua Di Bisceglie, Susanna Polloni, Silvia Rizzi, Sabrina Salis, Roberta Sarzetto, Adele Scarpari, Alessia Scarparolo, Laura Secco, Mauro Vigato, Cristina Zanardi, Cristina Zanatta.

A proposito di NBM

Nuova Biblioteca Manoscritta è un software per la catalogazione di manoscritti che utilizza i browser per immettere direttamente via Internet le schede nel catalogo.
NBM consente una catalogazione partecipata a più biblioteche o archivi che lavorano sulla stessa banca dati.
Questa soluzione ha il vantaggio di facilitare il recupero di informazioni già strutturate e soprattutto di offrire la possibilità ai revisori di intervenire sulle notizie, facilitando il lavoro in un catalogo aperto e quindi sempre migliorabile.
Il software comprende un modulo riservato di inserimento dei dati per i catalogatori e uno di interrogazione per il pubblico.
NBM si compone di un database di tipo relazionale (su MySQL, il database opensource più usato al mondo) e di una web application (realizzata utilizzando tecnologia Java/Jsp che sfrutta i servizi del web server Tomcat). La server side application (database MySQL e servlet) è installata su piattaforma Unix.
La client application invece è accessibile tramite un semplice web browser su ogni piattaforma. Ne risulta un sistema assolutamente flessibile ed adattabile a qualunque configurazione hardware e software.
Nuova Biblioteca Manoscritta è quindi un sistema centrale di raccolta delle informazioni sul patrimonio manoscritto accessibile dall'intero mondo web.

NBM è stato sviluppato da Idoru srl su incarico della direzione centrale Beni e Attività culturali del Comune di Venezia, è ospitato su server del Comune di Venezia, grazie a un accordo con i Sistemi Informativi. La proprietà del software è della Regione del Veneto.

Caratteristiche

  • Accesso attraverso login e password all'area riservata di catalogazione e di amministrazione
  • profili differenziati per catalogatori, bibliotecari, revisori e amministratori
  • area di catalogazione per la descrizione dei manoscritti
  • scheda conforme al modello della Guida a una descrizione uniforme dei manoscritti e al loro censimento dell'ICCU
  • legami tra manoscritti per tipologie di stessa legatura, scrittura, miniatore, etc.
  • rinvii tra i nomi per la forma accettata, variante e alternativa
  • campo lingua, argomento, contenuto e genere letterario (ricercabili dal catalogo)
  • descrizione interna articolata su più livelli, con la possibilità di dare titoli d'insieme
  • maschera di inserimento corredata da anteprima della scheda del manoscritto via via compilata
  • condivisione delle liste dei fondi, nomi, luoghi, titoli, bibliografia, antiche biblioteche, argomento
  • gestione delle liste condivise con la sola possibilità di inserimento (per i catalogatori)
  • gestione dei manoscritti secondo gli stati: in lavorazione, completato, corretto (per i catalogatori)
  • gestione dei manoscritti secondo gli stati: da rivedere, pubblicato (per i revisori)
  • gestione delle liste condivise con possibilità di intervenire in cancellazione e modifica (per i revisori)
  • strumenti per la comunicazione delle revisioni al catalogatore
  • procedura per la pubblicazione in OPAC (per i revisori)
  • strumenti di amministrazione per la gestione degli utenti che hanno accesso all'area riservata
  • strumenti di ricerca (OPAC) sulla base dati, per parola, per campi e per liste
  • banca dati diversa per il catalogo (OPAC) e per la catalogazione per permettere aggiornamenti successivi delle schede
  • forum per i catalogatori, gli amministratori e gli utenti che si siano liberamente registrati
  • importazione dei dati da Manus attraverso il formato XML
  • esportazione dei dati verso Manus attraverso il formato XML

Crediti

Committente
Regione del Veneto - Giunta regionale
in convenzione con il Comune di Venezia - Direzione centrale Beni e Attività culturali

Ideazione e progettazione
Francesco Bernardi
Paolo Eleuteri
Barbara Vanin

Sviluppo
Idoru srl - Padova
Paolo Giacomello (coordinamento)
Simone Vincenzi (sviluppo)

Soluzioni tecniche per lo sviluppo e grafica
Francesco Bernardi

Testi
Francesco Bernardi
Paolo Eleuteri
Barbara Vanin

Hosting
Comune di Venezia - Sistemi Informativi
presso Venis spa

Bibliografia

P. Eleuteri, B. Vanin, Il catalogo on line dei manoscritti delle biblioteche del Veneto, in Gazette du livre médiéval, 47 (2005), 31-38 [anche in versione online]
F. Bernardi, B. Vanin, La catalogazione dei manoscritti moderni, un progetto regionale, in: Tutelare e Cooperare: politiche e iniziative regionali per la valorizzazione del patrimonio librario e lo sviluppo delle biblioteche, Verona 2006, 21-24 [scarica articolo - 71KB - pdf]
B. Vanin, P. Eleuteri, Nuova Biblioteca Manoscritta. Catalogo in linea dei manoscritti delle biblioteche del Veneto, in Bollettino dei Musei Civici Veneziani, III serie, 1 (2006), 113-117
F. Bernardi, B. Vanin, Catalogo dei codici della Biblioteca di Emmanuele Cicogna: digitalizzazione e pubblicazione online in Bollettino dei Musei Civici Veneziani, III serie, 2 (2007), 147-149 [scarica articolo - 73KB - pdf]

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giovedì 14 febbraio 2008

L'Assedio di Tortona

È stato inaugurato da pochissimo un nuovo portale medievale (infatti alcune parti sono ancora in costruzione). Il sito presenta un ricco panorama di notizie sull'assedio di Tortona che le truppe imperali di Federico I Barbarossa posero alla città piemontese nel febbraio del 1155. Tale evento sarà rievocato per la prima volta il 17 e 18 maggio 2008.

Ecco un breve riassunto delle vicende storiche:
I tortonesi furono presi di sorpresa: le cisterne dell’acqua non erano completamente piene ed i milanesi erano riusciti a mandare solo una parte delle loro truppe nella città. Iniziò un durissimo assedio; la città allora era divisa in due parti: la città bassa, nata sull’antica centuriazione romana e sviluppatasi lungo la via Emilia, non era difendibile e fu subito abbandonata, ma la città alta, che sorgeva sull’impervio acropoli oggi chiamato “Castello” , era una vera e propria fortezza naturale. In questa rocca si trovavano la basilica vescovile, il vescovado ed il palazzo comunale. L’unico lato assaltabile era quello della “Porta d’oro”, verso Sarezzano, dove il dislivello era minore. Purtroppo però le cisterne dell’acqua non erano colme e nella rocca non vi erano fonti, che invece abbondavano appena al di fuori. Quotidianamente vi furono assalti alle mura e contrattacchi, mentre macchine da guerra imperiali, soprattutto mangani, cercavano di danneggiare le mura. I tortonesi ed i milanesi si difendevano bene e difficilmente gli imperiali sarebbero riusciti a penetrare in città, ma la primavera fu particolarmente asciutta e priva di piogge. Le cisterne si svuotarono, anche il vino finì, e si iniziarono battaglie cruentissime quotidiane attorno alle fonti fuori le mura. Alla fine , su suggerimento dei pavesi, tutte le fonti furono avvelenate con cadaveri e carcasse animali. La situazione nella città si fece tragica. Il vescovo di Tortona, Oberto, forse tramite un “Prete Fliscus”, della famiglia dei Fieschi, ottenne l’intervento dell’abate Bruno di Chiaravalle di Bagnolo. Questi ammorbidì le posizione dell’Imperatore, che permise ai tortonesi ed ai milanesi di uscire dalla rocca portando con se’ quello che potevano. Era il giorno 19 Aprile. L’Imperatore aveva rilasciato delle garanzie circa la non totale distruzione della città, ma dopo la sua partenza i pavesi la dettero completamente a fuoco e distrussero le mura. Il cronista narra che l’Abate di Chiaravalle mori per questa violazione dei patti. L’esilio dei tortonesi durò poco, già a maggio i milanesi inviarono ingenti truppe per permettere il ritorno dei cittadini e la ricostruzione delle mura, che avvenne anche con l’aiuto finanziario della città meneghina. Alla fine dell’estate del 1155 la città era stata ricostruita più bella e grande di prima.

Nel portale si trovano tutte le informazioni per partecipare a questa iniziativa:
www.assedioditortona.it

Tra le varie sezioni del portale si segnalano infine:

L'assedio di Tortona - Avvenimenti Particolari - I Cavalieri e le Dame - Storia e Letteratura

mercoledì 30 gennaio 2008

Centro Studi Romei

Centro Studi Romei

Fondato nel 1985 e diretto da Renato Stopani, il Centro Studi Romei ha sede in Firenze presso la Basilica di San Miniato al Monte. Il Centro realizza monografie, pubblicazioni periodiche (in particolare la rivista "De Strata Francigena"), mostre e convegni di studio sulle vie di pellegrinaggio nel Medioevo. Il Centro cura la "Bibliografia del pellegrinaggio medievale" su data-base Tinlib, che attualmente conta oltre 3900 titoli. Ciò che distingue il Centro da altre strutture analoghe è la peculiare attenzione agli itinerari di pellegrinaggio.

Si tratta della pubblicazione periodica del Centro Studi Romei, apprezzata in Italia e all'estero per la serietà dei suoi studi e per i qualificati collaboratori di cui si avvale. Esce semestralmente e pubblica saggi di approfondimento e di sviluppo delle tematiche legate agli itinerari delle peregrinationes maiores, nonché studi e ricerche sui diversi aspetti della storia del pellegrinaggio e della viabilità medievale. Il Centro Studi Romei produce anche quaderni monografici.

Si può richiedere al Centro Studi Romei - preferibilmente via e-mail - una estrazione bibliografica mirata dal data-base Tinlib (Copyright IFNET Srl Firenze) su temi inerenti le attività del Centro stesso, per Parola Chiave o Soggetto, per Area geografica o per Autore, lasciando un messaggio nell'apposita casella di e-mail. Alcuni esempi: ospedali medievali in Emilia, ordini militari e ospitalieri in Toscana, valichi alpini medievali, navigazione medievale, etc.
Entro pochi giorni, vi verrà inviato un file in formato testo contenente quanto richiesto.
Ciò che chiediamo in cambio è la citazione della fonte e del detentore del Copyright, nonché una copia dell'eventuale pubblicazione (anche soltanto su floppy disk, qualora si tratti di tesi di laurea), che provvederemo a registrare sullo stesso data-base. Per le stesse esigenze di completezza del data-base e della nostra documentazione, saremo lieti di ricevere qualsiasi tipo di materiale (anche mimeografico o in append di e-mail), attinente i campi della nostra ricerca. Esso verrà registrato nel data-base e recensito o segnalato nel primo volume successivo, di regola in quello miscellaneo o, se attinente al tema, in quello monografico.

Infine nel sito anche un ricco elenco di risorse in Rete e la Bibliografia tematica di Fabrizio Vanni.

Vai al sito: www.centrostudiromei.eu

giovedì 24 gennaio 2008

www.scaligeri.com

WWW.SCALIGERI.COM ha uno scopo molto ambizioso: promuovere la Memoria Storica, l’Identità Culturale e la Conoscenza del Territorio Veneto nell’ambito del periodo storico che va dal 1267 al 1387 e si identifica con la Signoria Scaligera.

Questo portale vorrebbe divenire un “contenitore” di informazioni riguardanti quel periodo del Basso Medioevo in cui nacque, regnò e decadde la Signoria degli Scaligeri.

I nostri intenti sono:

1) comunicare, diffondere notizie sulla storia veneta al tempo della Signoria Scaligera
2) favorire il libero scambio di informazioni, ricerche e di notizie inerenti a questo periodo
3) promuovere iniziative culturali che possano accrescere la conoscenza del Basso Medioevo del Nord Italia e in special modo del periodo scaligero
4) incoraggiare il turismo culturale nel territorio scaligero, cercando di risvegliare la curiosità non solo dei turisti stranieri, ma anche degli stessi cittadini italiani

WWW.SCALIGERI.COM non è un sito dedicato solo ad un pubblico di “addetti ai lavori”, ma un enorme raccoglitore virtuale dove chiunque può aggiungere le proprie informazioni, ricerche o considerazioni partecipando alla costruzione e all’ arricchimento continuo del sito. E’ chiaro quindi che WWW.SCALIGERI.COM, essendo un sito per tutti, avrà tante chiavi di lettura a seconda dei vari livelli di ricerca: ci potranno essere articoli e ricerche estremamente specifici oppure semplici spazi dedicati a chi voglia soddisfare delle curiosità storiche.

Per questo motivo utilizzeremo un linguaggio chiaro e schematico; eventuali citazioni in latino saranno tradotte in italiano, e avremo cura di arricchire le nostre pagine con fotografie ed illustrazioni pertinenti gli argomenti trattati.

Solo in Italia (senza contare i paesi del Nord Europa dove il concetto di ricerca storica e di rievocazione è molto più diffuso e sviluppato) esistono centinaia di siti web più o meno interessanti che si occupano di “Medioevo”: Romani, Celti, Templari, Crociati, Milizie Comunali, Compagnie di ventura, ecc…

Allora perché creare un altro sito sul Medioevo?

Noi crediamo nel detto “PARVUM OPTIMUM EST” , OSSIA “POCO MA BUONO”, QUINDI PREFERIAMO LIMITARE IL NOSTRO CAMPO DI RICERCA E APPROFONDIMENTO AD UN LASSO DI TEMPO BEN CORCOSTANZIATO (poco più di cento anni); INOLTRE E’ UN DATO DI FATTO CHE ATTUALMENTE NON ESISTE UN SITO WEB CHE TRATTI IL PERIODO SCALIGERO NEI SUOI VARI ASPETTI storico - sociale - artistico - militare.

Quando si parla di XIV secolo, soprattutto nei testi più facilmente reperibili in una qualsiasi libreria, molto spesso la parte riservata alla dominazione e all’espansione della Signoria Scaligera è limitata a poche pagine. Eppure le fortificazioni, i castelli, le rocche e le cinte murarie costruite per ordine degli Scaligeri e dei loro alleati costellano un territorio enorme, che non si limita alla sola splendida città di Verona, ma comprende città come Vicenza, Padova, Treviso, Mantova, Este, Feltre ed arriva fino a Parma e Lucca.

Come abbiamo detto poco più su, tra le varie “rubriche” di cui WWW.SCALIGERI.COM tratterà, ne esiste una legata al territorio scaligero e alle sue ricchezze. Questo perché è bello parlare di storia, ma è ancor più bello poterla “toccare con mano”. Noi italiani abbiamo la grande fortuna di essere circondati da un vero e proprio “tesoro” fatto di castelli, chiese, abbazie, musei e splendidi monumenti artistici, ma spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Ci piacerebbe segnalare ai fruitori di WWW.SCALIGERI.COM tutte le località in cui è possibile riscoprire ciò che gli Scaligeri ci hanno lasciato, un’eredità affascinante che identifica la storia di un Popolo e una Regione, il Veneto.

I nostri nomi sono Fabio Carlo e Francesco e siamo due amici con una passione comune: la storia medioevale e in special modo la storia della signoria scaligera.

Come molte persone, sin da bambini nutriamo un particolare attaccamento al mondo medioevale, una passione che abbiamo coltivato per anni, ma che purtroppo non riusciva a trovare un ambiente adatto in cui potersi confrontare ed esprimere appieno.

Ci siamo conosciuti poco più di 2 anni fa presso una scuola di scherma medioevale di Verona. Facendo delle ricerche personali per approfondire la nostra conoscenza sul periodo scaligero ci siamo resi conto che entrambi avevamo un grande interesse per la storia medioevale, e soprattutto per le vicende belliche che caratterizzarono il nord Italia nel XIV secolo, ed eravamo rimasti affascinati dalla storia trecentesca di Verona.

Oltre all’apprendimento ed esercizio della scherma medioevale come disciplina sportiva, abbiamo trovato nella rievocazione storica un modo originale per rivivere le gesta dei nostri avi. Attraverso la scherma e la rievocazione siamo entrati in contatto con numerosi gruppi e compagnie di rievocazione storica italiani e abbiamo iniziato ad appassionarsi al mondo del living history e reenactment.

Col tempo ci siamo resi conto che per “rievocare” un periodo storico è necessario conoscere bene la storia, i personaggi e le dinamiche sociali che lo caratterizzarono. Ma per conoscere la storia, soprattutto di un periodo così lontano, è necessario non smettere mai di studiare, interfacciarsi con dei ricercatori e confrontarsi con molta umiltà e riconoscenza con chi ha maggiori conoscenze.

E’ così, che ci siamo decisi a creare http://www.scaligeri.com//, all’inizio forse un po’ spaventati dall’incredibile mole di lavoro che ci attendeva, ma consapevoli di fare un lavoro utile a tutti coloro che nutrono le nostre stesse passioni. Questo sito è stato creato con la speranza di diventare il “punto d’incontro” di tutti coloro che si avvicinano alla rievocazione storica e di tutti gli esperti, ricercatori, studenti ed appassionati di storia medioevale in genere interessati al periodo che va dal 1277 al 1387.

lunedì 31 dicembre 2007

Millenario della Cattedrale di Sarsina

La Diocesi di Cesena-Sarsina si prepara a celebrare il Millenario della Cattedrale di Sarsina dedicando a tale evento un intero anno giubilare, dal 25 Marzo 2008 alla Pentecoste del 2009, con particolari manifestazioni ecclesiali. Contestualmente l'Amministrazione Comunale, di concerto con gli Enti istituzionali presenti sul territorio regionale e provinciale, propone nell'arco dell'intero anno giubilare una serie di eventi culturali che pongono in risalto il carattere storico-artistico della Basilica Cattedrale, dell'intera Città e del territorio circostante sin oltre i confini comunali.
Gli obiettivi che ci si è proposti sono conseguiti attraverso le seguenti iniziative e interventi:
  • convegni;
  • mostre;
  • eventi culturali;
  • conferenze;
  • pubblicazioni;
  • percorsi storico-naturalistici;
  • restauri;
  • iniziative didattiche;
  • accoglienza.
Ha accompagnato nelle alterne vicende la vita di decine di generazioni sarsinati. Come loro più che farla, la storia, l’ha nel bene e nel male subita: è il destino delle piccole realtà. E’ la Cattedrale di Sarsina, cuore pulsante della piccola città, vera e propria "Domus" cittadina. Se la sua imponente architettura non sfugge al visitatore, lo può il ricordo dei suoi costruttori, che la edificarono grande a fronte di una esigua popolazione, e quello dei suoi vescovi che nei secoli si sono costantemente impegnati a renderla sempre più decorosa e accogliente. Essa si erge sull'antico foro, luogo di incontro, di scambio e di dialogo, a cornice della tomba di Vicinio come a volerne perpetuare nel tempo la sua presenza evangelizzatrice, prima come "semplice cristiano" e poi come Pastore.

Purtroppo, di essa non possediamo più documenti che ne attestino la data di edificazione, ma i recenti restauri hanno permesso di collocarne l’edificazione intorno all’anno mille. A noi, oggi, la possibilità di celebrarne simbolicamente a livello ecclesiale e civile i mille anni della sua storia, lasciandoci da lei raccontare il suo passato di fede e d’arte, riappropriandoci di quei segni di pietra, cicatrici illeggibili di antiche ed eleganti forme cancellate dal tempo e dall’uomo. Tale occasione risulta essere il 50° anniversario dell’inizio del grande restauro della Cattedrale avvenuto nel marzo del 1958. Queste celebrazioni straordinarie, oltre ad essere importanti ai fini pastorali, sono una favorevole occasione per approfondire le poche informazioni possedute sull’edificazione e le mutazioni morfologiche della Cattedrale lungo i secoli, e per indagarne di nuove.

La Diocesi di Cesena-Sarsina si prepara a celebrare questo evento dedicando ad esso un intero anno giubilare, dal 25 Marzo 2008 alla Pentecoste del 2009, con particolari manifestazioni ecclesiali. Contestualmente l’Amministrazione comunale, di concerto con gli Enti istituzionali presenti sul territorio regionale e provinciale, propone nell’arco dell’intero anno giubilare una serie di eventi culturali che pongono in risalto il carattere storico-artistico della Basilica Cattedrale, dell’intera Città e del territorio circostante sin oltre i confini comunali.

Nel sito oltre a tutte le informazioni storiche e artistiche sulla basilica, si può trovare il programma di tutte le iniziative messe in cantiere per questo millenario.

>> vai al sito

sabato 8 dicembre 2007

Progetto RAPHAEL

Il progetto RAPHAEL è nato nel 2002 come Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale. Il suo nome è un acronimo derivato dal titolo inglese del programma di ricerca:

Rhytmic And Proportional Hidden or Actual ELements in plainchant

Il progetto, cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e promosso dalle Università di Lecce, Padova, Pavia e Parma in collaborazione con la Fondazione Guido d'Arezzo intende indagare e divulgare, nella pluralità dei suoi aspetti e con il supporto delle tecnologie informatiche, un corpus musicale di primaria importanza per la conoscenza della musica italiana ed europea dei secoli dal XIV al XVIII: il cosiddetto canto fratto.

Il comitato scientifico del Progetto, composto dai professori Antonio Lovato (Università di Padova), Francesco Luisi (Università di Parma), Pietro Zappalà (Università di Pavia) e Marco Gozzi (coordinatore nazionale, Università di Lecce), ha deciso di dedicare la prima fase del progetto al censimento e alla riproduzione dei Kyriali italiani.

La ricerca fornisce dunque in questo sito la mappatura e la riproduzione integrale dei pezzi appartenenti ai Kyriali italiani derivati da manoscritti ed edizioni, repertorio assai interessante non solo per i gregorianisti, ma anche per chi si occupa di polifonia sacra dal XIV al XVII secolo.

Il sito permette di sfogliare i Kyriali (nelle due sezioni dei manoscritti e delle edizioni), come anche di ricercare qualsiasi componimento (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) con riferimento ai repertori, attraverso la pagina di ricerca nei Kyriali.
(Elementi ritmici e proporzionali, nascosti o palesi, nel canto piano).
COS'È IL CANTO FRATTO
Il canto fratto è un tipo di canto cristiano liturgico eseguito con valori proporzionali: al contrario del cosiddetto gregoriano il cantus fractus possiede spesso una notazione con elementi mensurali, che indica con precisione il valore delle note.

Si tratta di un repertorio assai diffuso in tutta Europa e testimoniato da numerosi libri liturgici sia manoscritti sia a stampa, dal XIV al XX secolo, che riguarda soprattutto tre forme di canto liturgico: i Credo, gli inni e le sequenze. Nel Settecento il fenomeno dilaga e interessa tutti i canti dell'Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei).

A questo repertorio, completamente trascurato dalla ricerca musicologica e dagli esecutori, un consorzio di Università italiane ha dedicato quattro anni di ricerca attraverso un Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale (PRIN), cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: il Progetto RAPHAEL.

Dopo quattro anni di ricerca si è pensato di rendere fruibili a tutti gli studiosi e gli appassionati di canto liturgico le riproduzioni dei Kyriali sinora fotografati, realizzando il progetto.
KYRIALI ITALIANI
Il sito permette di sfogliare i Kyriali (nelle due sezioni dei manoscritti e delle edizioni), come anche di ricercare qualsiasi componimento (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) con riferimento ai repertori, attraverso la pagina di ricerca nei Kyriali.
ASCOLTI ED ESEMPI
Il canto cristiano liturgico conosce molto presto esecuzioni con valori proporzionali, soprattutto per quanto riguarda i testi metrici (inni e poi sequenze), ma nei primi anni del Trecento compare in Francia meridionale un nuovo tipo di repertorio che si diffonde rapidamente in Italia e poi in tutta Europa: in questo periodo si compongono infatti dei Credo con notazione mensurale, i più importanti dei quali sono il cosiddetto Credo Cardinalis e il cosiddetto Credo Regis o Apostolorum. Il primo è il più tipico esempio di canto fratto, citato spesso dai teorici musicali come prototipo del genere, tramandato da moltissimi testimoni a partire dal Trecento.

Per ascoltare alcuni esempi di canto fratto, visita la pagina degli ascolti.

PROGETTO KYRIALI ITALIANI

LE EDIZIONI

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I MANOSCRITTI

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domenica 18 novembre 2007

Centro Europeo di Studi Normanni

Il CESN – Centro Europeo di Studi Normanni (http://www.cesn.it) presieduto da Aurelio Cernigliaro, con sede ad Ariano Irpino, ha recentemente ripreso con più impegno le proprie attività (che avevano già dato luogo a importanti pubblicazioni) organizzando un congresso, un Corso di perfezionamento residenziale con cadenza annuale e soprattutto realizzando un articolato portale web che presenta diversi percorsi didattici sull’Italia normanna, un buon numero di fonti digitalizzate e l’utile strumento della “Bibliografia normanna”, che annota tutte le pubblicazioni a stampa relative ai Normanni in Italia meridionale.

Nel sito una vasta offerta di materiali, pubblicazioni, convegni, seminari, studi e ricerche oltre alle numerose attività di cui il Centro è promotore, tra le quali si segnalano per importanza le Settimane di Studi Normanni.

Il CESN, oltre a contribuire a numerose pubblicazioni al di fuori delle proprie collane, è Editore di cue Collane:
Fonti e Studi (Laterza Editore, Roma - Bari), diretta da Mario Carnevale, Errico Cuozzo, Ortensio Zecchino e Medievalia (Elio Serafino Editore, Avellino), diretta da Aurelio Cernigliaro, Errico Cuozzo e Ortensio Zecchino.

Non mancano la ormai consueta sezione di Link (Siti correlati), la Mailing List e un'Area Eiservata.

Il Consiglio Direttivo del CESN è composto da:
Aurelio Cernigliaro (Università Federico II Napoli), Presidente
Edoardo D'Angelo (Università "Suor Orsola Benincasa" Napoli)
Errico Cuozzo (Università "Suor Orsola Benincasa" Napoli)
Rocco Antonio Lombardi, Architetto
Vincenzo Pratola, Avvocato
Salvatore Tramontana (Università di Messina)
Giovanni Coppola (Università "Suor Orsola Benincasa" Napoli)
Anna Laura Trombetti Budriesi (Università di Bologna)

domenica 7 ottobre 2007

Progetto Pergamo

Il progetto, finanziato dalla Direzione generale per gli archivi e realizzato dalla Soprintendenza archivistica per la Puglia, d’intesa con i soggetti proprietari degli archivi, nasce dall’esigenza di rendere fruibili agli utenti i fondi pergamenacei, non sempre facilmente accessibili, conservati in archivi di enti ecclesiastici, in archivi di privati e in archivi di enti pubblici pugliesi.

Dei documenti pergamenacei, appartenenti a tali fondi, inseriti nella banca dati Pergamo, sono consultabili sia le immagini digitali che le schede descrittive.


La banca dati è costituita dalle immagini digitali e dalle schede descrittive dei documenti dei fondi pergamenacei appartenenti ad archivi di enti ecclesiastici, di enti pubblici e di privati finora trattati (circa 8000 alla data attuale).


È possibile visualizzare i fondi pergamenacei per provincia.


Gli obiettivi del progetto Pergamo


Il progetto Pergamo è stato realizzato dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia allo scopo di costituire una banca dati dei fondi pergamenacei pugliesi nella quale i documenti pergamenacei, riprodotti digitalmente e schedati archivisticamente, siano disponibili ad una fruizione più agevole e allargata.


Pensato come strumento di accesso al patrimonio documentario, capace di rimediare alla mancanza di personale e ai limitati orari di apertura degli archivi, il progetto dispiega in pari tempo un efficace azione di tutela sulla materialità dei documenti dal momento che li sottrae alla manipolazione e ne preserva la memoria storica.


Finanziamenti


Il progetto Pergamo, operativo dal 1999, avviato con fondi residui del finanziamento straordinario previsti dalla Legge 145/1992 (giacimenti culturali) è attualmente finanziato con i fondi ordinari del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale degli archivi.


Fasi di attuazione


- Responsabile progetto: Domenica Porcaro Massafra, Soprintendente archivistico per la Puglia
- direzione tecnico-scientifica: Carla Palma, archivista di Stato direttore coordinatore
- responsabili tecnici: Giovanni B. L'Abbate (fino all’anno 2000), Riccardo Marino (dall’anno 2001).
Operatori:
Nella fase preparatoria il gruppo di lavoro della Soprintendenza e la ditta Solving s.r.l. hanno collaborato, ciascuno per le sue competenze, alla definizione e alla elaborazione del programma informatico per la costituzione e per la consultazione dell'archivio digitale delle pergamene pugliesi.

Nella fase di avvio sperimentale la riproduzione digitale è stata affidata alla ditta Solving s.r.l., la schedatura archivistica ad operatori professionali della cooperativa Progetto Cultura s.c.r.l.

Sono stati riprodotti e schedati cinquemila documenti su pergamena appartenenti a dodici archivi ecclesiastici e ad un archivio privato.

Nella successiva fase di attuazione si è reso necessario sviluppare nuovamente il software di acquisizione e di consultazione, lavoro eseguito dalla Unocom di Lopez Angelo & C. Alla stessa impresa, che ha curato la riproduzione digitale di materiale pergamenaceo, è stata affidata la gestione, la manutenzione e lo sviluppo del sistema informativo. La banca dati in tale fase si è accresciuta di circa duemilacinquecento documenti pergamenacei appartenenti a tre archivi ecclesiastici, già inclusi nel progetto, e ad un archivio privato.

La banca dati viene continuamente incrementata in relazione ai finanziamenti disponibili.


Soggetti partecipanti - convenzioni


Durante le fasi operative la Soprintendenza ha organizzato vari incontri di studio sui temi dell'accesso e della fruizione dei beni archivistici allo scopo di definire i termini di collaborazione tra l'amministrazione statale e i soggetti proprietari per la gestione e la valorizzazione della banca dati realizzata. In particolare, per quanto riguarda gli archivi ecclesiastici proprietari della maggior parte dei fondi pergamenacei riprodotti, si è reso necessario stipulare, tra il Soprintendente e ciascun Vescovo diocesano, sulla base delle Intese concordatarie tra Stato e Chiesa, una convenzione che detta le linee generali p
er l'utilizzo dell'archivio digitale.

Completano l'offerta del sito, la Guida alla consultazione (PDF), le modalità del Servizio riproduzioni, una vasta raccolta di Link utili.


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