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lunedì 13 novembre 2023

Al tempo dei Bilongfri


Storie di Bizantini, Longobardi, Franchi nell’Italia dell’alto Medioevo (V sec. D.C. – X sec. D.C.)
Questo sito contiene una raccolta di storie che narrano la vita nell’alto Medioevo dal V al X secolo D.C., in particolare nella pianura padana.
Queste storie sono state suggerite dalla nostra fantasia, ma sono costruite intorno a fatti accaduti realmente. In questi racconti si parla di guerre, religioni, culture, lavoro, situazione famigliare e di tanti altri aspetti della vita lungo il corso della dominazione bizantina, longobarba, franca.
Oltre alle storie, troverete in questo sito, cartine geografiche, note storiche e una cronologia essenziale.
I racconti contenuti nel sito sono stati creati dalla professoressa ANNA MALAVASI PIUCA e dalla classe 3^ C della scuola Media Statale “C. MENOTTI” di Carpi (Mo), nel lontano Anno Scolastico 1990/1991.
Tali racconti sono contenuti in un libro, fino ad ora disponibile solo in forma cartacea, noi abbiamo voluto renderlo fruibile anche in forma multimediale.
La parola “BiLongFri”, che compare nel titolo del libro e dà nome a questo sito, è inventata e rappresenta l’acronimo dei temini BIzantini, LONGobardi, FRanchI.
Speriamo che la lettura riesca per voi utile e piacevole!

Per visitare il sito vai al seguente link: https://bilongfri.altervista.org.


 

sabato 4 febbraio 2017

Presenze Longobarde

Siamo un gruppo di ricostruttori, archeologi e studenti di discipline storiche che stanno sviluppando un progetto di studio sulla cultura materiale del Piemonte Longobardo. Lʼobiettivo è quello di analizzare differenti tematiche storiche attraverso lʼutilizzo degli strumenti dellʼarcheologia sperimentale, della ricostruzione storica e della living history. Il progetto ha come obiettivo la ricostruzione di determinate figure appartenenti ad un gruppo familiare aristocratico della prima età longobarda (fine VI - prima metà VII secolo d.C.), sulla base dei rinvenimenti archeologici piemontesi e attraverso lo studio delle fonti iconografiche e scritte del periodo. In particolare, sono stati presi in considerazione i corredi delle necropoli di Collegno (in particolare, la tomba 53 e la tomba 47), MoncalieriTestona, Moncalieri-Villa Lancia (la tomba 5), Borgo dʼAle e, in un prossimo futuro, SantʼAlbano di Stura.

martedì 24 novembre 2015

Centro Studi Longobardi

In attuazione delle prescrizioni Unesco, che chiedono di dedicare uno spazio adeguato alla ricerca nel piano della conoscenza e della promozione dei propri siti, si dà avvio ad una serie di approfondimenti sui temi della civiltà longobarda strettamente connessi alla rete “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” – costituita da Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio - Torba, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo, Spoleto – e alle realtà istituzionali, territoriali e culturali afferenti all’Associazione “Italia langobardorum”. A questo scopo la Fondazione Brescia Musei, in collegamento con gli altri centri del sito della rete Unesco e su mandato del Comune di Brescia, ha costituito il “Centro italiano di studi longobardi” per dare piena realizzazione agli obiettivi culturali, scientifici e informativi indicati.
Compito del Centro è la promozione di convegni, la pubblicazione di atti e l’approfondimento conoscitivo delle realtà longobarde in Italia mediante strumenti e collane, digitali e a stampa, appositamente creati. Il perseguimento di queste finalità, nelle diverse forme (progetti di ricerca, borse di studio, tesi di dottorato, pubblicazioni, studi, mostre, ecc.), mira principalmente a dotare di uno strumento di alto valore scientifico e propositivo la rete del sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” e l’Associazione “Italia langobardorum”. Il modello operativo è quello del partenariato e della piena integrazione collaborativa nello spirito proprio della rete.

venerdì 12 dicembre 2014

È nato l'Archivio Digitale del Volto Santo

Il 2014 ha visto la creazione di un nuovo strumento digitale ad uso degli studiosi ma anche di un pubblico colto interessato al fenomeno religioso e ai pellegrinaggi storici. Si tratta dell'Archivio Digitale del Volto Santo, frutto di una collaborazione tra la SISMEL (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino, Firenze), l’Archivio di Stato di Lucca e l’Associazione Mons Gaudii ed è curato dalla studiosa Ilaria Sabbatini. Il progetto vede la partnership dell’Università di Siena (Centro interdipartimentale per lo studio dell’ ospedale di Santa Maria della Scala), dell’Università di Tours – Francia (Département d’Histoire et d’Archéologie) e del Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca mentre altri enti e istituzioni culturali stanno per formalizzare la loro adesione.
Il progetto intende avviare un recupero della messe di conoscenze sul Volto Santo a partire dalle fonti manoscritte e iconografiche, raccogliendo la vasta bibliografia su quello che fu e rimane un emblema della stessa identità lucchese. La leggenda e il culto del Volto Santo furono peraltro condivisi ben al di fuori della Città, tanto da porsi come un ponte culturale e spirituale tra Oriente e Occidente, un elemento di contatto tra genti diverse ma unite da una potente componente comune. Anche seguendo le tracce della diffusione del culto del Volto Santo, si ritrovano le due anime dei lucchesi coesistenti in un raro equilibrio: l’orgoglioso senso di appartenenza a una comunità dalle grandi tradizioni e il valore della propria libertas insieme all’apertura verso il vasto mondo: spartiacque le Mura. Il Volto Santo infatti, oltre a parlarci della devozione della città di Lucca, che da secoli si esprime attraverso cerimonie religiose, ma anche feste e momenti di incontro, è anche un punto di riferimento per lo studio di quel fenomeno così importante che furono e continuano ad essere i pellegrinaggi a Gerusalemme ed in altri luoghi simbolo della cristianità. Lungo quel reticolo di strade che congiungeva Roma e Santiago di Compostela, Lucca occupava una posizione chiave ed anche per questa ragione il culto del simulacro lucchese assunse una grande rilevanza, molto al di sopra di una semplice pratica devozionale locale quale talvolta si tende a giudicarlo oggi.
Tenendo conto della via Francigena, o Romea a seconda della prospettiva, il progetto ha cercato la collaborazione delle Università di Siena e di Tours alla luce del fatto che in entrambi i casi si tratta di importanti snodi nel sistema di strade che metteva in comunicazione i grandi centri di culto del medioevo. Il Santa Maria della Scala di Siena fu infatti uno dei più antichi e grandi ospedali europei dove tutt’oggi spicca il bellissimo Pellegrinaio, riservato all’ospitalità dei viaggiatori, conosciuto per la presenza di uno dei più importanti cicli pittorici del Quattrocento senese. Anche la città di Tours, oltre ad essere il punto di partenza della via turonense per Santiago di Compostela, è collegata a Lucca tramite la figura di San Martino cui è dedicata la cattedrale che ospita. La celebre scultura del duomo di Lucca, la sua stessa intitolazione, sanciscono un legame che non è semplicemente evocativo ma esprime l’essenza di una relazione profonda, sul filo del tema della circolazione e dell’assistenza ai viandanti e ai pellegrini.

Il progetto ARVO si muove anche in questa direzione, ossia si propone di esplorare il fenomeno del pellegrinaggio in tutti i suoi elementi: la relazione tra le grandi vie di comunicazione, la diffusione dei culti, gli scambi culturali, il consolidarsi di un immaginario collettivo, fino all’influenza profonda sullo sviluppo architettonico dell’Occidente attraverso le imitazioni del Santo Sepolcro, ma anche la diffusione di reliquie, riti e santuari fortemente legati alla simbologia della Terra Santa. All’incrocio delle tematiche del Volto Santo e dei pellegrinaggi si pongono anche fatti e personaggi storici di primo piano, basti solo ricordare che Carlo Magno, passando per Lucca dove l’aveva condotto l’inseguimento di Uggeri il Danese, compì le sue devozioni dinanzi al «santo Vou» nella chiesa di San Martino. Di tutti questi episodi ben presenti alla consapevolezza degli studiosi fino a qualche decennio fa, storie che arricchivano di gustosi aneddoti le dissertazioni degli eruditi degli ultimi due secoli, si è persa in gran parte la memoria. L’ambizione del progetto ARVO è quella di riallacciare tutti i fili che si dipanano dal potente emblema del Volto Santo e di porsi come uno strumento organico di conoscenza.
Visita il sito.

giovedì 27 novembre 2014

Centro Italiano di Studi Longobardi

In attuazione delle prescrizioni Unesco, che chiedono di dedicare uno spazio adeguato alla ricerca nel piano della conoscenza e della promozione dei propri siti, si dà avvio ad una serie di approfondimenti sui temi della civiltà longobarda strettamente connessi alla rete “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” – costituita da Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio - Torba, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo, Spoleto – e alle realtà istituzionali, territoriali e culturali afferenti all’Associazione “Italia langobardorum”. A questo scopo la Fondazione Brescia Musei, in collegamento con gli altri centri del sito della rete Unesco e su mandato del Comune di Brescia, ha costituito il “Centro italiano di studi longobardi” per dare piena realizzazione agli obiettivi culturali, scientifici e informativi indicati.
Compito del Centro è la promozione di convegni, la pubblicazione di atti e l’approfondimento conoscitivo delle realtà longobarde in Italia mediante strumenti e collane, digitali e a stampa, appositamente creati. Il perseguimento di queste finalità, nelle diverse forme (progetti di ricerca, borse di studio, tesi di dottorato, pubblicazioni, studi, mostre, ecc.), mira principalmente a dotare di uno strumento di alto valore scientifico e propositivo la rete del sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” e l’Associazione “Italia langobardorum”. Il modello operativo è quello del partenariato e della piena integrazione collaborativa nello spirito proprio della rete.
Visita il sito.

giovedì 20 settembre 2012

Benevento Longobarda

Benevento Longobarda è il sito di un ciclo di rievocazioni storiche incentrate sulla figura di Arechi II, ultimo Duca e primo Principe di Benevento, a cui sono legati alcuni avvenimenti fondamentali per la storia della città. L’iniziativa è stata ideata, progettata e portata avanti dall’Associazione Benevento Longobarda, in collaborazione con il Comune di Benevento. Fondamentali sono state: la disponibilità degli spazi da parte del Convitto Nazionale, la collaborazione di scuole, parocchie e associazioni, la consulenza della Biblioteca Arcivescovile, l’adesione al progetto della Betelgeuse, dell’Associazione INCA Italia e del Centro Didattico Musicale.
L’idea è nata in seguito all’iscrizione del complesso monumentale di Santa Sofia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco all’interno del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi di culto e di potere (568-774 d.C.)”. La Chiesa di Santa Sofia, infatti, a prescindere dal suo valore artistico, è testimonianza di un periodo di splendore per la città, simbolo di una civiltà che ha lasciato tracce indelebili nella storia, emblema di una cultura che ha penetrato profondamente la società e il territorio. Come la chiesa, anche tutta la parte della città che venne edificata dai longobardi rimane a costituire patrimonio di una civiltà, per questo è intenzione dell’Associazione riscoprirla e rivalorizzarla attraverso percorsi di “living history”, consentendo ai partecipanti all’evento di vivere la storia in prima persona, tuffandosi nella Benevento Longobarda di 1250 anni fa.
Visita il sito: www.beneventolongobarda.it.

sabato 4 febbraio 2012

Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli

Il cosiddetto Tempietto longobardo, oggi oratorio di Santa Maria in Valle, si trova a Cividale del Friuli (Udine). Si tratta della più importante e meglio conservata testimonianza architettonica dell'epoca longobarda ed è particolarmente importante perché segna la convivenza di motivi prettamente longobardi (nei Fregi, per esempio) e una ripresa dei modelli classici, creando una sorta di continuità aulica ininterrotta tra l'arte classica, l'arte longobarda e l'arte carolingia (nei cui cantieri lavorarono spesso maestranze longobarde, come a Brescia) e ottoniana. L'insieme fa parte del sito seriale "Longobardi in Italia: i luoghi del potere", comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, inscritto alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco nel giugno 2011.
Di recente è stato inaugurato un sito dedicato molto ricco di informazioni e di immagini, sicuramente meritevole di una visita accurata per tutti coloro che non sono in grado di vosotarlo di persona.
Visita il sito: www.tempiettolongobardo.it.