La costituzione di questo website è il primo, tangibile risultato del
progetto, già in fase avanzata di realizzazione, di digitalizzazione del
patrimonio fotografico della sezione di storia dell’arte del
Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze sociali, i cui nuclei iniziali
si sono formati a partire dalla fine degli anni Settanta del secolo
scorso, e che costantemente sono stati incrementati nel tempo, ad opera
dei docenti che nel dipartimento hanno retto la cattedra di Storia
dell’arte medievale. Per visitare il sito clicca qui !
Visualizzazione post con etichetta medioevo. Mostra tutti i post
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martedì 9 maggio 2023
giovedì 9 marzo 2023
Il Medioevo in Tavola
Benvenuti in cucinamedievale.it il sito che porterà il passato sulla vostra tavola.
Sfogliare le pagine di questo sito può aiutarvi a rispondere alla vostra "fame" di conoscenza, permettendovi di sbirciare in un mondo e in una cultura sentiti ormai come lontani. Può venire incontro al vostro desiderio di mettere in tavola cibi genuini e biologici e di evitare tutto ciò che è standardizzato e industriale; vi accompagnerà all'interno di ambiti spesso inesplorati e ignoti.
Cucinamedievale.it mira a dare una sistemazione organica, chiara ed approfondita a parte del tanto materiale culinario che, talvolta, circola in modo confuso o incompleto. Di fondo ci saranno sempre la serietà e l'aderenza storica, nel reperimento dei materiali e nella realizzazione dei cibi, e la passione e il rispetto per la cultura antica, spesso svenduta o svalutata dalle mode del momento.
Date un'occhiata alle mie ricette!
Sfogliare le pagine di questo sito può aiutarvi a rispondere alla vostra "fame" di conoscenza, permettendovi di sbirciare in un mondo e in una cultura sentiti ormai come lontani. Può venire incontro al vostro desiderio di mettere in tavola cibi genuini e biologici e di evitare tutto ciò che è standardizzato e industriale; vi accompagnerà all'interno di ambiti spesso inesplorati e ignoti.
Cucinamedievale.it mira a dare una sistemazione organica, chiara ed approfondita a parte del tanto materiale culinario che, talvolta, circola in modo confuso o incompleto. Di fondo ci saranno sempre la serietà e l'aderenza storica, nel reperimento dei materiali e nella realizzazione dei cibi, e la passione e il rispetto per la cultura antica, spesso svenduta o svalutata dalle mode del momento.
Date un'occhiata alle mie ricette!
sabato 25 febbraio 2023
Before Chatres
Si chiama “Before Chartres” perché racconta del tempo “prima di Chartres”, cioè del tempo che chiamiamo “romanico”. "Before Chartres" è un blog: aggiornato con cadenza settimanale, propone, ad oggi, circa quattrocento articoli, tutti dedicati all'arte e all'architettura medievali prima della svolta gotica, "prima di Chartres". “Prima di Chartres l’Europa romanica - spiega l'autore, Giulio Giuliani, nella pagina di presentazione - era attesa, paura, speranza, raccontate nelle pietre; ed è Chartres che tutto cambia, ed è a Chartres che termina la meravigliosa fioritura dell’arte romanica, che il mondo medievale diventa altro, e lo spirito 'gotico', anzi, lo spirito 'moderno', impone se stesso". “Prima di Chartres”, invece, e fino a Chartres, a dominare il pensiero e l’arte e la vita degli uomini è stato, per lungo tempo, lo spirito "romanico”. E “Prima di Chartres”, per quattro lunghi secoli, questo spirito romanico si è concretizzato nelle meravigliose opere – chiese, chiostri, portali, capitelli, tribune, rilievi, campanili… – che per alcune ragioni spesso malcomprese prendono il cuore e la mente di chi le osserva; meravigliose opere cui parla appunto "Before Chartres", il blog.
“Prima di Chartres”, dunque. "Dentro il periodo più vasto detto 'medioevo' – spiega l'autore – il 'medioevo romanico' è un periodo più breve che va dai secoli delle invasioni e del terrore fino alla grande fioritura religiosa del XII secolo. E quella che noi chiamiamo 'arte romanica' è, in primo luogo, un’espressione dello spirito: è la risposta dell’uomo e del tempo romanico all’Apocalisse che scuote già i cieli. Il mondo intero precipita verso la dissoluzione, attraversa fame, guerra, spopolamento, decadenza continua, invasioni, tanto che agli occhi dell’uomo romanico, tutto corre verso la fine dei giorni. E la fine dei giorni, l’Apocalisse, con il ritorno del Signore in gloria nei cieli, e con l’inizio di un mondo nuovo ed eterno, è la sola speranza e la sola ansia. Di questo almeno erano convinti... "prima di Chartres".
lunedì 13 settembre 2021
Sicilia Normanna
Questo progetto è uno sforzo per documentare l’eredità culturale
della Sicilia negli anni 1061-1194 - un periodo di trasformazione nella
storia dell’isola – utilizzando le pubblicazioni, la fotografia, le
tecnologie web e di geolocalizzazione per identificare e studiare
monumenti fatiscenti, a rischio e/o di difficile accesso. I castelli
dell’isola, i monasteri, le chiese, i palazzi, i ponti e altri monumenti
sono contenuti in un database NoSQL che fornisce la massima
flessibilità di memorizzazione dei dati, nonché nella richiesta e nella
restituzione delle informazioni. Il sito, che è in fase di costruzione, è
stato sviluppato con un occhio attento nei confronti della sua
utilizzabilità, che incoraggia sia gli studiosi che gli studenti ad
interagire con l’interfaccia e a saperne di più sul passato Normanno
della Sicilia. Ogni sito storico ha la propria pagina separata,
incorporata con le informazioni pertinenti, comprese foto e
localizzazione su una mappa regionale. La geolocalizzazione fa sì che ci
si possa spostare tra i siti storici e successivamente saranno
sviluppate versioni dell’interfaccia disponibili per gli utenti di
tablet e smartphone. Tale funzione è particolarmente preziosa, in quanto
è difficile raggiungere molti di questi siti poiché spesso non sono ben
segnalati e si trovano ad altitudini significative. Col tempo, sarà
disponibile un indicatore di visualizzazioni per aiutare a dare un senso
al sistema dei dati. Questi includeranno grafici di densità per i
monasteri e le fortificazioni, nonché grafici a torta che offriranno
informazioni sulle case religiose della Sicilia (comparazione tra Latini
e Greci, ordine monastico, status, ecc…). La chiave del sito saranno i
diversi saggi. Alcuni interpreteranno i dati che abbiamo raccolto
relativi ad un ampio contesto storico, fornendo una maggiore
comprensione della società normanna. Altri considereranno i dati in un
quadro di sostenibilità.
Uno degli aspetti più innovativi di questo sito è il suo focus sulla
sostenibilità. Oltre a trattare questi monumenti come testamenti di un
vibrante passato, questo progetto, questo progetto si approccia ad essi
come se fossero organismi viventi - sopravvissuti a secoli di prove e
tribolazioni climatiche - che hanno un disperato bisogno di essere
fisicamente esaminati. Una collaborazione in corso con Dr. Greg Pope del Montclair State University Department of Earth and Environmental Studies ci consente di valutare l’integrità di alcuni di questi monumenti
e di condividere queste informazioni nei registri dei vari siti. In
questo modo, il Norman Sicily Project fornisce un approccio critico
poiché si considera non solo ciò che tali monumenti rivelano sul
passato, ma anche ciò che ci si potrebbe aspettare dalla loro futura
sopravvivenza.
martedì 11 maggio 2021
Cammini Bizantini
Cammini Bizantini è un progetto integrato di
sviluppo locale dell’Associazione Culturale «Gazània» Aps, che coniuga
la ricerca storica con la progettazione di percorsi di mobilità lenta.
I Cammini non seguono un percorso ‘filologico’ in senso stretto, ma
cercano di valorizzare gli antichi sentieri e le vie medievali,
nell’intento di collegare i borghi tra di loro in una compatta rete di
percorsi, e promuovere, così, le aree interne dell’Appennino Lucano. I
cammini sono infatti per noi uno strumento di conoscenza e di
approfondimento dell’identità dei luoghi.
Vogliono raccontare la storia e la spiritualità di un territorio
all’insegna del monachesimo orientale, che lo connotò ben oltre l’età
medievale, e oggi si presenta in una veste quanto mai attuale. La
preghiera, il lavoro, il contatto con la natura, le arti, la lettura e
il rapporto con la comunità locale rendono l’esperienza del pellegrino
unica e assolutamente a misura d’uomo.
Le tappe dei cammini collegano eremi e monasteri, che plasmarono
l’Europa – nel caso particolare quella sua parte mediterranea che
gravitò piú a lungo nell’orbita dell’Impero di Bisanzio: Grecia e Italia
meridionale e insulare – in un’esaltante combinazione di fede e
cultura.
Per tutte le infromazioni visita il sito !
domenica 25 aprile 2021
Palio dei Normanni di Piazza Armerina
Ogni anno la città di Piazza Armerina (EN), dal 12 al 14 agosto, rivive suoni e atmosfere del periodo medievale con il Palio dei Normanni.
Nella
stupenda cornice del centro storico oltre 400 figuranti tra dame,
cavalieri, musici, truppe e milizie creano un suggestivo "ritorno al
passato", rievocando le leggendarie battaglie combattute dai Normanni di
Roberto e Ruggero d'Altavilla che, a partire dal 1061, con il
miracoloso ausilio della Vergine Maria, liberarono la Sicilia dal
secolare dominio Saraceno e la riportarono alla cristianità.
Un'esperienza
unica e irripetibile che l'intera città vive con passione in attesa
della "Quintana del Saraceno" (14 agosto) dove i quattro quartieri
storici si affrontano in un'entusiasmante torneo per aggiudicarsi il
Palio raffigurante l'effigie di Maria Santissima delle Vittorie, patrona
della città e della diocesi di Piazza Armerina (EN), che leggenda vuole sia
stata donata alla città dal Gran Conte Ruggero al termine della
conquista.
Visita la pagina Facebook del Palio dei Normanni !
mercoledì 6 gennaio 2021
I Barattieri
Il Gruppo Gioco Medioevale A.S.G.S. I BARATTIERI, durante le
manifestazioni a cui partecipa presenta giochi che in epoca medioevale
erano fra i più amati dalla popolazione di quei tempi lontani.
Il Gruppo si occupa di giochi utilizzati da adulti, tralasciando
palloni, fischietti, trottole, bambole, cavalli-bastone, ecc. che erano
giochi per i bambini.
Possiamo sostanzialmente dividere in tre gruppi i giochi conosciuti nel Medioevo:
- I giochi d’azzardo, primi fra tutti quelli con i dadi e le carte (i giochi con le carte non sono trattati dal nostro gruppo).
- I giochi di intelligenza, fra cui la Dama, il Domino, gli Scacchi, l’Alquerque.
- I giochi di intelligenza con i dadi, fra cui il Tric Trac e i
giochi delle Tavole; spesso considerati anch’essi d’azzardo dato che si
utilizzavano i dadi per il loro svolgimento; erano permessi solo in
certe occasioni e in spazi aperti.
Il gruppo de "I Barattieri" ha ricostruito oltre 15 tavolieri, per lo
più tratti da un libro del 1200, opera di Alfonso X il saggio.Altri studi hanno permesso anche la costruzione di tavolieri
utilizzati anche in zone lontane dalla penisola italiana, derivanti da
popoli antichi quali i Vichinghi.
Per visitare il sito clicca qui !
domenica 6 dicembre 2020
Hortus Simplicium
L’associazione di promozione sociale Hortus Simplicium nasce nel
17/12/2019, a Rieti, da un gruppo di giovani uniti da una comune
passione per la storia, la natura, la fede e l’arte.
L’associazione si occupa principalmente di divulgazione storica,
naturalistica e di didattica per studenti e adulti, con il fine di
promuovere l’identità cittadina ai visitatori esterni e alla
cittadinanza stessa. Questa infatti, gestisce il Museo esperienziale
del francescanesimo reatino, sita nella splendida cornice del palazzo
papale, dove il visitatore si immergerà nell’Italia duecentesca,
scoprendo l’affascinante figura del santo Francesco di Assisi, gli
aspetti della vita quotidiana e del mondo che egli affrontò col suo
ordine e come questo è evoluto attraverso i secoli fino a noi. Il tutto
con l’aiuto di ricostruzioni d’abito, documenti, foto d’epoca e
filmati, oltre che di laboratori didattici adatti e diversificati per
ogni età. Strumento fondamentale per la comprensione del nostro retaggio
culturale e religioso è il nostro giardino botanico: esso è parte
integrante del museo, una ricostruzione viva e interattiva di un orto
medievale, con il panorama della città sottostante inverdita da una
quantità di varietà di piante, simboli e attrezzi che portano il
visitatore in un mondo e in un tempo diverso.
L’associazione si offre inoltre di guidare gruppi di studenti e turisti nei suoi vari itinerari (storici, naturalistici, enogastronomici) all’interno della città e della Valle Santa intera.
L’associazione si offre inoltre di guidare gruppi di studenti e turisti nei suoi vari itinerari (storici, naturalistici, enogastronomici) all’interno della città e della Valle Santa intera.
venerdì 14 agosto 2020
Museo Ebraico di Lecce
Ubicato nel luogo simbolo della Giudecca medievale di Lecce, il Museo ebraico di Lecce è sede permanente della mostra "Sotto il Barocco: incontri nella Lecce medievale". Il
progetto è frutto di un'iniziativa privata, in collaborazione con
l'Università del Salento, nata dalla volontà di riportare alla luce la
storia della Lecce medievale, con particolare attenzione alla locale comunità ebraica.
Il museo è ubicato all'interno di un palazzo medievale dall'aspetto
tardo-rinascimentale e barocco, nel luogo ove sorgeva la sinagoga
quattrocentesca, al centro dell'antico quartiere ebraico di Lecce. Nel
percorso di visita si osservano le vasche probabilmente utilizzate per
le abluzioni rituali (mikwa’ot), il vano dello stipite di una porta in
cui era alloggiata una mezuzah e i resti dell’edificio ecclesiale, il
cui perimetro è sostanzialmente lo stesso della preesistente sinagoga.
Il visitatore è invitato a seguire le tracce della presenza ebraica a Lecce dal medioevo sino ai giorni nostri, l'eredità dell'ebraismo pugliese in altri centri della diaspora e i rapporti tra comunità di fede diversa nella storia del territorio. Sono inoltre suggeriti itinerari specificamente indirizzati a quanti siano interessati a riscoprire le tracce della presenza ebraica in Puglia.
Il visitatore è invitato a seguire le tracce della presenza ebraica a Lecce dal medioevo sino ai giorni nostri, l'eredità dell'ebraismo pugliese in altri centri della diaspora e i rapporti tra comunità di fede diversa nella storia del territorio. Sono inoltre suggeriti itinerari specificamente indirizzati a quanti siano interessati a riscoprire le tracce della presenza ebraica in Puglia.
Ubicazione:
Via Umberto I, 9, 73100 Lecce LE, Italia
lunedì 11 maggio 2020
SicComeDante
SicComeDante è un progetto multimediale proposto dall’associazione culturale inPrimis alla vigilia del 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il poeta italiano più famoso al mondo che ha ancora molto da trasmetterci.
Settimana dopo settimana, a
partire dal 25 marzo 2020 fino al 14 settembre 2021, viene pubblicato un
podcast bisettimanale, canto per canto: una breve sintesi audio di tre
minuti racconta la Divina Commedia in modo accattivante e
discorsivo in una narrazione che restituisce l’intrinseca meraviglia
della sua dimensione narrativa, proprio come un romanzo d’avventura e
formazione.
Il podcast viene accompagnato da opere in formato digitale che vengono realizzate da studenti, artisti, scuole di tutta Italia e potenzialmente del mondo. Per unirti a questo viaggio, scopri come contribuire!
Visita il sito !
Il podcast viene accompagnato da opere in formato digitale che vengono realizzate da studenti, artisti, scuole di tutta Italia e potenzialmente del mondo. Per unirti a questo viaggio, scopri come contribuire!
Visita il sito !
lunedì 27 aprile 2020
Castelli Toscani
Toscana, una terra ricca di storia. Toscana, con i suoi paesaggi inconfondibili, dal mare, ai monti, alle colline ricche di tesori naturali e architettonici. Toscana, le sue città d'arte e di cultura con i loro centri storici, musei, basiliche e cattedrali frequentate in ogni periodo dell'anno da migliaia di turisti.
Toscana, ricca di testimonianze Etrusche e Romane.
Potrei continuare a lungo con molte altre affermazioni dettate da
luoghi più o meno comuni, ma a chi attraversa con attenzione la nostra
terra non potrà sfuggire un'altra definizione: Toscana Medievale.
Piccoli borghi e grandi metropoli hanno ancora oggi ben visibili le tracce del proprio passato Medievale.
Castelli, rocche, fortezze, torri, città fortificate, borghi murati,
una presenza continua a volte inosservata, come sempre accade per le
cose che ci sono da sempre. Sono disseminati in ogni angolo della
regione a ricordarci uno dei primi bisogni dell'uomo: quello di
difendersi. Molte di queste testimonianze sono fuori dai ben noti itinerari turistici...
Tutto questo è il sito Castelli Toscani dove sono attualmente presenti 135 schede, in italiano ed inglese, e molte altre in arrivo.
sabato 18 aprile 2020
Storia Militare Medievale
Il sito di Giovanni Amatuccio, ricchissimo e costantemente aggiornato di materiali, articoli, libri, in gran parte dedicati alla Storia MIlitare Medievale.
E anche Storia dell’Arcieria, Templari, Guerra, Armi, Cavalleria. Alcuni sono
accessibili gratuitamente, altri, a causa dei diritti editoriali, solo
parzialmente.
GIOVANNI AMATUCCIO è Dottore di Ricerca in Storia Medievale, nonché professore abilitato di II fascia. I suoi campi di interesse sono la Storia Militare del Medioevo, la Storia dell’Arcieria e quella degli Ordini monastico-militari. Autore di numerose monografie, saggi, articoli, tra i quali si ricordano, per la Storia Militare: Mirabiliter pugnaverunt. L’esercito del Regno di Sicilia al tempo di Federico II“, Amazon 2017. Per la Storia dell’Arcieria: Gli arcieri e la guerra nel Medioevo Euromediterraneo, edizioni Greentime Bologna, 2011. Per la Storia degli Ordini Monastico-cavallereschi: “Il Corpus Normativo templare. Edizione dei testi romanzi con traduzione e commento in italiano”, Congedo Editore, 2009.
GIOVANNI AMATUCCIO è Dottore di Ricerca in Storia Medievale, nonché professore abilitato di II fascia. I suoi campi di interesse sono la Storia Militare del Medioevo, la Storia dell’Arcieria e quella degli Ordini monastico-militari. Autore di numerose monografie, saggi, articoli, tra i quali si ricordano, per la Storia Militare: Mirabiliter pugnaverunt. L’esercito del Regno di Sicilia al tempo di Federico II“, Amazon 2017. Per la Storia dell’Arcieria: Gli arcieri e la guerra nel Medioevo Euromediterraneo, edizioni Greentime Bologna, 2011. Per la Storia degli Ordini Monastico-cavallereschi: “Il Corpus Normativo templare. Edizione dei testi romanzi con traduzione e commento in italiano”, Congedo Editore, 2009.
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venerdì 31 gennaio 2020
Alessandria Medievale
Il patrimonio storico e artistico del territorio di Alessandria è un
patrimonio martoriato, ma ricco della compenetrazione tra storia e
paesaggio che ha creato un’identità di insieme poetica e meravigliosa.
Serve alla cittadinanza contemporanea la possibilità di sentirsi parte
di questa identità, percorrendo e vivendo le strade e i luoghi di ogni
giorno con una nuova consapevolezza del loro valore storico e
artistico.
Nel pensare un percorso della Alessandria medievale è necessario tenere conto di una serie di problematiche che hanno coinvolto il patrimonio storico e artistico della città. Intorno alla metà del Trecento, nella sola città di Alessandria esistevano, oltre alla cattedrale, una ventina di chiese e ben sei monasteri le cui struttura e decorazione sono stati perduti in modo spesso definitivo.
Evidente è la difficoltà di rintracciare le testimonianze artistiche medievali locali, tanto di ambito pittorico quanto architettonico, dovuto principalmente alla perdita o alla ricostruzione degli edifici originali che ospitavano cicli pittorici e alla pessima conservazione che ha severamente compromesso molti dei lacerti sopravvissuti al corso dei secoli. Alessandria presenta un tessuto medievale rimasto celato, a lungo, sotto le spoglie, ben più evidenti e ingombranti Sette-Ottocentesche, che non hanno permesso di attribuire alla città alcuna importanza storica e artistica.
La distruzione degli edifici conventuali che si innescò con la fase napoleonica fu gravissima e, in certi casi, definitiva; nella città, dopo che fu rasa al suolo l’antica cattedrale romanico-gotica di San Pietro, costruita tra il 1170 e il 1297, venne scelta, per l’edificazione del nuovo Duomo, l’area su cui insisteva la chiesa domenicana di San Marco, anch’essa Duecentesca, che fu a sua volta demolita; contemporaneamente il complesso conventuale di San Francesco (terminato intorno all’anno 1314) fu destinato a caserma di cavalleria, così che in pochi anni si persero tre irripetibili testimonianze artistiche. Al di là delle ingenti perdite vi è una seconda difficoltà da affrontare costituita dalla disomogeneità culturale del territorio che, nel basso Medioevo, non riconosceva Alessandria come unico centro di riferimento; così come si consideri il fatto che quest’area era attraversata da vie di traffico di primaria importanza che legavano Genova alla Lombardia, e quindi all’area germanica, e l’Italia centrale a Oltralpe, generando sul territorio un quadro di grande complessità culturale.
Non si tratta, qui, di un discorso mirato ad esaltare la qualità di grandi capolavori di cui tali frammenti sono ciò che li rappresenta, quanto la necessità di ricostruire un contesto e tessuto storico e culturale, degna testimonianza delle radici della città. Se, quindi, non vi sono grandi monumenti su cui concentrare le attività di valorizzazione, un passo fondamentale potrebbe essere costituito dalla ricomposizione del tessuto medievale della città, riportando alla luce e indicando al pubblico i suoi frammenti nascosti.
Nel pensare un percorso della Alessandria medievale è necessario tenere conto di una serie di problematiche che hanno coinvolto il patrimonio storico e artistico della città. Intorno alla metà del Trecento, nella sola città di Alessandria esistevano, oltre alla cattedrale, una ventina di chiese e ben sei monasteri le cui struttura e decorazione sono stati perduti in modo spesso definitivo.
Evidente è la difficoltà di rintracciare le testimonianze artistiche medievali locali, tanto di ambito pittorico quanto architettonico, dovuto principalmente alla perdita o alla ricostruzione degli edifici originali che ospitavano cicli pittorici e alla pessima conservazione che ha severamente compromesso molti dei lacerti sopravvissuti al corso dei secoli. Alessandria presenta un tessuto medievale rimasto celato, a lungo, sotto le spoglie, ben più evidenti e ingombranti Sette-Ottocentesche, che non hanno permesso di attribuire alla città alcuna importanza storica e artistica.
La distruzione degli edifici conventuali che si innescò con la fase napoleonica fu gravissima e, in certi casi, definitiva; nella città, dopo che fu rasa al suolo l’antica cattedrale romanico-gotica di San Pietro, costruita tra il 1170 e il 1297, venne scelta, per l’edificazione del nuovo Duomo, l’area su cui insisteva la chiesa domenicana di San Marco, anch’essa Duecentesca, che fu a sua volta demolita; contemporaneamente il complesso conventuale di San Francesco (terminato intorno all’anno 1314) fu destinato a caserma di cavalleria, così che in pochi anni si persero tre irripetibili testimonianze artistiche. Al di là delle ingenti perdite vi è una seconda difficoltà da affrontare costituita dalla disomogeneità culturale del territorio che, nel basso Medioevo, non riconosceva Alessandria come unico centro di riferimento; così come si consideri il fatto che quest’area era attraversata da vie di traffico di primaria importanza che legavano Genova alla Lombardia, e quindi all’area germanica, e l’Italia centrale a Oltralpe, generando sul territorio un quadro di grande complessità culturale.
Non si tratta, qui, di un discorso mirato ad esaltare la qualità di grandi capolavori di cui tali frammenti sono ciò che li rappresenta, quanto la necessità di ricostruire un contesto e tessuto storico e culturale, degna testimonianza delle radici della città. Se, quindi, non vi sono grandi monumenti su cui concentrare le attività di valorizzazione, un passo fondamentale potrebbe essere costituito dalla ricomposizione del tessuto medievale della città, riportando alla luce e indicando al pubblico i suoi frammenti nascosti.
Nel sito diverse sezioni, percorsi, monumenti, memorie per scoprire una città dal passato medievale importante anche se perduto.
domenica 3 novembre 2019
Associazione Federico II Umbria
Un gruppo di storici, storici dell’arte e appassionati studiosi umbri dell’Imperatore Federico II ha costituito a Perugia nel 2018 l’”ASSOCIAZIONE UMBRA FEDERICO II DI SVEVIA HOHENSTAUFEN”
con la finalità di promuovere un progetto di studio e ricerca in cui
coinvolgere le Istituzioni Culturali e Scolastiche della città.
Si
tratta di un’iniziativa di carattere culturale mirante a far conoscere
la straordinaria figura di questo Imperatore vissuto nel XIII secolo,
che, per la moderna visione dello stato, per le innovazioni nel campo
del diritto e nell’amministrazione della società, per avere promosso le
arti e la cultura, per la sua stessa complessità umana e culturale, fu
al centro di una mutazione storica dalla quale anche i nostri tempi
hanno ereditato molto.
La proposta di itinerari federiciani in Umbria intende
valorizzare anche dal punto di vista turistico le potenzialità derivanti
dai rapporti tra Federico II e questa regione, accrescendo in questo
modo le positive ricadute economiche sul territorio umbro, così come è
già accaduto per la Puglia e la Sicilia, dove le testimonianze
federiciane rappresentano una straordinaria occasione di crescita
culturale e turistica. Si tratta di un affascinante viaggio nei rapporti
tra Federico II e i territori di questa regione, che accresce
l’interesse per la sua figura, certamente molto studiata e discussa, ma
che nella nostra regione rimane ancora molto in ombra.
Obiettivo dell’associazionee e significato dell’iniziativa
sono dunque principalmente quelli di affrontare un’ impresa
culturale di grande valore storico e scientifico e che inoltre possa
dare al territorio umbro positive ricadute turistiche, economiche,
culturali e artistiche.
Ubicazione:
Via Armando Diaz, 69, 06128 Perugia PG, Italia
mercoledì 30 ottobre 2019
Gli Ordini di Terrasanta
Grazie alla presenza in area suburbana della precettoria di San Bevignate
– uno degli esiti monumentali più importanti e meglio conservati della
produzione architettonica e pittorica di committenza templare – Perugia
può vantare una consolidata tradizione storiografica in tema di ordini
militari. Basti pensare, da un lato, alla pionieristica organizzazione
di seminari e convegni internazionali quali Templari e Ospitalieri in
Italia. La chiesa di San Bevignate a Perugia (1984), Militia Sacra
(1989) e Milites Templi (2005) e, dall’altro, alla raccolta di
contributi tematici nei due volumi miscellanei di più ampio respiro Acri
1291 (1996) e Religiones militares (2008).
Forte di questi precedenti e in virtù degli apporti derivati dalla collaborazione con il comitato scientifico della Templars Route European Federation,
il convegno intende approfondire la genesi e l’evoluzione
politico-istituzionale degli Ordini di Terrasanta utilizzando come
termine di riferimento la caduta di San Giovanni d’Acri. La conquista da
parte del sultano d’Egitto della roccaforte del secondo regno di
Gerusalemme costituì, infatti, un vero e proprio discrimen da cui
derivò, tra le altre cose, la diaspora dei Canonici del Santo Sepolcro,
che all’inizio del Trecento scelsero Perugia come «capitale
dell’esilio», e degli ordini militari affermatisi dopo l’esito
vittorioso della prima crociata.
Il convegno è organizzato dal Comune di Perugia e dall’Università di Perugia (Dipartimento di Lettere - Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne) e si inquadra nell’attività scientifica promossa nell’ambito della Templars Route European Federation, della quale il Comune di Perugia è membro fondatore.
Il convegno è organizzato dal Comune di Perugia e dall’Università di Perugia (Dipartimento di Lettere - Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne) e si inquadra nell’attività scientifica promossa nell’ambito della Templars Route European Federation, della quale il Comune di Perugia è membro fondatore.
Per visitare il sito del Convegno clicca qui !
mercoledì 14 agosto 2019
Il Romanico di Vigilio
Il Romanico di Vigilio è il sito che raccoglie il maggior numero
di informazioni sull’arte romanica trentina ed alto atesina, a partire
dai primi siti paleocristiani fino all’avvento del gotico.
In Trentino e in Alto Adige molto tracce dell’arte romanica sono
andate distrutte o sono state oscurate dai nuovi stili. Questo sito
nasce dunque da un lungo lavoro di ricerca su tutti gli edifici
religiosi romanici e pre-romanici del Trentino-Alto Adige e di raccolta
degli stessi per pubblicizzarne l’esistenza ai turisti più curiosi e
agli amanti del mondo medievale. Credevate di vedere soltanto gotico e
barocco? Vi siete sbagliati!
I siti sono stati suddivisi per categorie o periodi, in modo da poter
separare il romanico sia dal pre-romanico, sia dal post-romanico. In più
c’è una categoria “Speciali” per i siti che hanno subito trasformazioni
in tutti i periodi storici e artistici mantenendo piccole tracce
romaniche, oppure i siti in cui l’aspetto romanico è presente, ma di
epoca posteriore rispetto al Medioevo (rinascimento, barocco).
mercoledì 8 maggio 2019
Toscana Matildica
Il progetto Toscana Matildica intende valorizzare i territori interessati dal sistema viario che recentemente è stato indicato come Via matildica del Volto Santo,
un nome che serve sottolineare la presenza di testimonianze canossiane e
al contempo porre l’accento sul Volto Santo di Lucca, come polo di
attrazione per il sistema di spostamenti transappeninici. Lucca infatti
poteva vantare la famosa statua acheropita che col suo santuario era
diventava riferimento di un sistema di pellegrinaggi di ampio respiro e
al tempo stesso simbolo dell’identità cittadina.
L’azione primaria di Toscana Matildica consisterà
nella realizzazione di un ciclo di incontri allo scopo di approfondire e
divulgare la conoscenze delle emergenze storiche e artistiche
interessate dal percorso, in aperta collaborazione con le realtà
presenti sul territorio (associazioni, sezioni locali dell’Istituto
Storico Lucchese, amministrazioni, etc.) facendo riferimento alla
competenza di figure del mondo accademico e culturale. Quest’ultimo
elemento è il tratto qualificante del ciclo di incontri che si propone
come forma di alta divulgazione rivolta a un pubblico ampio.
Toscana Matildica nasce da un’idea della storica medievista Ilaria Sabbatini.
giovedì 14 marzo 2019
Piacenza Medievale
Piacenza Medievale nasce come evoluzione della precedente esperienza di ricostruzione dell'antica città di epoca romana.
Attraverso questa nuova indagine storico-urbanistica intendiamo restuire l'immagine della Piacenza alto-medievale, in un periodo storico (il secolo XII) in cui la cerchia muraria si stava espandendo oltre il circuito romano, imponenti case-torri di nobili famiglie patrizie svettavano oltre le cortine difensive e chiese, ospizi per i pellegrini e numerose botteghe di mercanti e artigiani affollavano le principali vie di comunicazione.
Come per il Progetto Piacenza Romana, anche Piacenza Medievale sarà una sorta di macchina del tempo in grado di portare l'utente ad esplorare l'affascinante mondo della città alto-medievale.
L'elaborazione del modello digitale porterà allo sviluppo di 3 prodotti:
Attraverso questa nuova indagine storico-urbanistica intendiamo restuire l'immagine della Piacenza alto-medievale, in un periodo storico (il secolo XII) in cui la cerchia muraria si stava espandendo oltre il circuito romano, imponenti case-torri di nobili famiglie patrizie svettavano oltre le cortine difensive e chiese, ospizi per i pellegrini e numerose botteghe di mercanti e artigiani affollavano le principali vie di comunicazione.
Come per il Progetto Piacenza Romana, anche Piacenza Medievale sarà una sorta di macchina del tempo in grado di portare l'utente ad esplorare l'affascinante mondo della città alto-medievale.
L'elaborazione del modello digitale porterà allo sviluppo di 3 prodotti:
- Libro: frutto del lavoro di ricerca e modellazione 3D, sarà strutturato come una sorta di guida che attraverso alcuni itinerari cittadini, permetterà di riscoprirela città alto-medievale.
- Guida virtuale: Consultabile da PC, smartphone e
tablet, rappresenterà una sintesi dei contenuti del libro e sarà
correlata da numerose audioguide, mappe geo-referenziate e immagini del
modello 3D
attività didattiche: In virtù dell'esperienza maturata con il Progetto Piacenza Romana, saremo in grado di offrire interessanti proposte formative basate sul modello digitale della città alto-medievale. - Attività didattiche: In virtù dell'esperienza maturata con il Progetto Piacenza Romana, saremo in grado di offrire interessanti proposte formative basate sul modello digitale della città alto-medievale.
lunedì 18 febbraio 2019
Monforte della Palude
Monforte della Palude, un cantiere per la costruzione di un villaggio dell'anno 1056 con tecniche dell'epoca.
Esiste in territorio di Gravellona Lomellina (Pavia), a 40 chilometri da
Milano, un vasto spazio chiamato Parco dei tre laghi in cui sono presenti
paludi, laghi, collinette.
Tale spazio è stato creato dal Comune come luogo di cultura e fruizione ambientale/paesaggistica comprando oltre 20 ettari di terreni agricoli, movimentando la terra, valorizzando il suolo e introducendo una alta biodiversità.
Tale spazio è stato creato dal Comune come luogo di cultura e fruizione ambientale/paesaggistica comprando oltre 20 ettari di terreni agricoli, movimentando la terra, valorizzando il suolo e introducendo una alta biodiversità.
Tale parco è già un esempio di accostamento del pubblico al vivere nella
natura. Sono presenti molti animali selvatici ed una piccola fattoria.
Il progetto che andiamo sostenendo si situa alla periferia del parco presso il terzo lago e in un campo, oggi risaia, adiacente.
Il progetto che andiamo sostenendo si situa alla periferia del parco presso il terzo lago e in un campo, oggi risaia, adiacente.
Il progetto consiste nel cantiere di costruzione di un villaggio-ricetto
della seconda metà dell’XI secolo attuato con tecniche dell’epoca ed una
fattoria medievale con agricoltura d’epoca.
Tale periodo era caratterizzato da un intenso rapporto tra foresta, agricoltura e artigianato. Dal punto di vista sociale si trattò di un periodo importantissimo nella trasformazione dal feudalesimo alla società attuale, con i primi nuclei di borghesia e proletariato.
Tale periodo era caratterizzato da un intenso rapporto tra foresta, agricoltura e artigianato. Dal punto di vista sociale si trattò di un periodo importantissimo nella trasformazione dal feudalesimo alla società attuale, con i primi nuclei di borghesia e proletariato.
Nel progetto, foresta, campi, borgo e castello sono riassunti e ravvicinati in
uno spazio di immediata comprensione.
Per tutte le informazioni, lo stato e l'avamzamento dei lavori visita il sito ufficiale !
domenica 23 dicembre 2018
Associazione Matildica Internazionale
L’Associazione Matildica Internazionale – Matilda of Canossa and Tuscany International Association è una associazione culturale democratica, senza scopo di lucro, che unisce studiosi, appassionati, enti e persone interessati ad approfondire e divulgare le conoscenze sulla figura di Matilde di Canossa e le problematiche connesse alla storia del suo tempo, ai suoi luoghi, al suo essere donna, nonché al significato che la sua figura ha assunto nel corso della storia e nei vari contesti storici e politici, attraverso le espressioni dell’arte, della letteratura, della musica, della cultura popolare e di ogni altra attività umana.
Nel sito, da poco online, tante risorse utili per approfondire il personaggio femminile tra i più importanti di tutto il Medioevo.
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