domenica 15 febbraio 2009

Società Italiana degli Storici Medievisti

Online da pochi mesi, il sito della SISMED è stato realizzato per offrire uno strumento di informazione e di condivisione di esperienze non solo per i soci, per i quali è previsto un accesso ad alcune aree riservate, ma anche per tutti coloro che hanno interesse alla promozione dello studio e della conoscenza del medioevo. Il sito è curato da un Comitato di Redazione composto dai seguenti soci: Ivana Ait, Giuliana Albini, Giulia Barone, Enrico Basso, Anna Benvenuti, Alfio Cortonesi, Paolo Delogu, Rolando Dondarini, Isabella Gagliardi, Roberto Greci, Tiziana Lazzari, Pinuccia Simbula, Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi.
La SISMED – Società Italiana degli Storici Medievisti, è una associazione privata, costituita il 12 maggio 2006, che riunisce studiosi professionali della storia e della civiltà del Medioevo, in gran parte, ma non esclusivamente, docenti e ricercatori universitari. La sua finalità statutaria è la promozione dello studio e della conoscenza del medioevo, sia nelle istituzioni di insegnamento che nella comunicazione sociale. Tale finalità si fonda sulla consapevolezza che nell’età medievale sono state vissute esperienze, politiche, religiose, artistiche, che costituiscono aspetti essenziali dell’eredità culturale italiana ed europea, la cui conoscenza deve essere pertanto salvaguardata e diffusa.
I soci della SISMED lavorano al recupero ed allo studio del patrimonio storico-documentario conservato negli archivi, nelle biblioteche e nelle collezioni antiquarie, e si impegnano per la salvaguardia e la valorizzazione dell’enorme lascito dell’epoca medievale nel territorio e nel paesaggio italiano. Sostengono lo studio del medioevo nelle istituzioni scolastiche ed universitarie e organizzano conferenze, dibattiti e altre manifestazioni culturali miranti a comunicare anche ad un pubblico non specialistico una immagine corretta e aggiornata dell’età medievale. Grazie alle competenze dei soci la SISMED può offrire un servizio di consulenza professionale per ogni domanda relativa all’età medievale, e può assicurare qualificata assistenza culturale agli enti di promozione turistica e territoriale. La SISMED si affianca ad analoghe associazioni di studiosi del medioevo esistenti in diversi paesi europei ed extraeuropei, con le quali ha rapporti continuativi di informazione e collaborazione.

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mercoledì 24 dicembre 2008

La Via Carolingia

Il progetto della Via Carolingia è nato per rispondere al bisogno di ricercare e trasmettere il senso di appartenenza ad una comunità più grande, quale è l'Europa, seguendo il percorso del viaggio (da Aquisgrana a Roma) e delle tappe che Carlo Magno effettuò nell'autunno dell'800 per recarsi a Roma, dove papa Leone III incoronò il sovrano carolingio Imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800. Recuperare quindi ma anche salvaguardare, valorizzare e gestire i contesti paesaggistici e culturali interessati dal tragitto per la fruizione turistica e culturale del territorio.

La Via Carolingia si pone come un segno tangibile della comunità culturale europea e costituisce un momento importante in grado di sottolineare efficacemente l'impegno per la ricerca delle origini comuni e per la fattiva cooperazione tra i diversi Paesi che anima questa fase di progressiva unità dell'Europa, per la costruzione dell'identità europea.

Il progetto, inoltre, anche con l’ottenimento dell’ufficialità da parte del Consiglio d’Europa, si pone l’obiettivo di promuovere il percorso carolingio come itinerario culturale che, creando un collegamento ideale fra i Comuni Italiani, Svizzeri, Belgi, Francesi e Tedeschi che si trovano lungo il tracciato, ne promuova e ne valorizzi gli aspetti turistici oltre a quelli di rilevante patrimonio culturale e paesaggistico.

L'età carolingia costituì un importante momento contraddistinto da un grande sforzo politico, sociale, religioso, economico e culturale teso a delimitare in modo nuovo gli equilibri politico-istituzionali che si erano fino ad allora delineati in conseguenza del collasso delle istituzioni tardo-romane.

La capacità dei carolingi fu quella di costruire un progetto complesso e articolato che poggiava i suoi cardini sulle strutture religiose e su quelle statali nuovamente ricostruite per dare uniformità e coerenza di gestione ai frammenti territoriali che Carlo Magno aveva unificato grazie a rapide campagne militari.

La figura di Carlo Magno, a cui fu conferito nell'anno 800, con il rango imperiale, il titolo di “rex patriae Europae”, viene proposta quindi come guida di questo percorso alla riscoperta delle radici dell'Europa; non a caso proprio colui che cercò di plasmare il suo impero in senso unitario e nella cui volontà si possono cogliere i primordi degli elementi fondanti il nostro moderno concetto di Europa.

Tra storia e paesaggi nell'Italia dell'800 d.c. alla ricerca delle radici Europee

Ripercorrere dopo 1200 anni l'itinerario che Carlo Magno utilizzò tra l'VIII e il IX secolo per recarsi a Roma, è un modo di viaggiare non solo in uno spazio geografico, ma anche in un tempo comune. Ritrovare la rete di strade e sentieri calpestati dalla corte regia carolingia è impresa ardua e di difficile realizzazione. Partendo dalle scarse fonti storiche disponibili si possono ipotizzare diverse opzioni confrontando fra loro vari fattori: le vie di comunicazione usate abitualmente in quei tempi, gli insediamenti urbani e la loro importanza all'epoca, gli interessi "politici" dell'Imperatore. Rimangono anche così numerose lacune, integrate con la scelta di valorizzare due aspetti del nostro territorio: i beni considerati minori del nostro immenso patrimonio culturale e le zone poste sotto tutela ambientale per il loro rilevante valore paesaggistico.

Questo secondo aspetto si int
egra alla perfezione con l'esigenza di ritrovare un percorso così lontano nel tempo. Se strade e città sono profondamente cambiate nel corso dei secoli, non è stato così per i paesaggi naturali; certo una palude potrà essere stata bonificata, un bosco avrà ceduto il posto alla cultura agricola, ma l'essenza del paesaggio ambientale è ciò che è necessariamente mutato meno. Trovati questi punti cardinali del percorso, la scelta definitiva sulle strade da percorrere per collegarli fra loro si è posata, dove possibile, sulla viabilità minore per favorire l'utenza ciclistica. Infatti per cogliere appieno l'emozione di un viaggio così particolare, il mezzo più appropriato è la bicicletta, lenta e a volte faticosa, così come era lento il procedere delle cose prima dell'avvento del motore.

I Comuni aderenti al progetto “La Via Carolingia”:

Comune Bergamo: www.comune.bergamo.it

Comune Fara in Sabina (RI): www.comune.farainsabina.ri.it

Provincia Mantova: www.provincia.mantova.it

Comune Mantova
: www.comune.mantova.it


Comune Mentana (RM): www.comune.mentana.rm.it

Provincia Modena: www.provincia.modena.it
Comune Montecorsaro (MC): www.comune.montecosaro.mc.it

Comune Nocera Umbra (PG): www.comune.noceraumbra.pg.it

Comune Sant’Elpidio a Mare (AP): www.santelpidioamare.it

Comune Spello (PG): www.comune.spello.pg.it

Comune Torgiano (PG): www.comune.torgiano.pg.it

Vai al sito:
www.viacarolingia.it

domenica 9 novembre 2008

Italia Langobardorum

E’ un “Sito seriale”, costituito dall’insieme dei beni artistico-monumentali “unici ed eccezionali” relativi al periodo di massimo fulgore della cultura e dell’arte dei Longobardi, custoditi in 7 luoghi, dal Nord al Centro-Sud d’Italia.

Per il suo straordinario valore, nel 2008 il “Sito seriale” di “Italia Langobardorum” è stato ufficialmente candidato dal Governo italiano per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Si tratta della candidatura più articolata e complessa mai proposta all’UNESCO.

Nella sua originalissima costruzione a “rete-di-reti” – determinata dalla adozione di uno specifico Piano di Gestione – il Sito seriale “Italia Langobardorum” da un lato rappresenta una inedita proposta turistico-culturale e, dall’altro lato, assume la veste di strumento complesso di sviluppo non soltanto per i Territori direttamente coinvolti nella candidatura (quelli in cui esiste il Patrimonio artistico-monumentali di assoluta valenza) ma per tutti i luoghi di matrice storica longobarda.

La candidatura prevede inoltre la costruzione di "Itinerari longobardi" lungo percorsi regionali (i Territori dei Ducati di riferimento dei Luoghi inseriti nella candidatura UNESCO), nazionali (riferiti ad altri centri significativi di matrice longobarda) ed europei (direttrici del “Corridoio geoculturale”).

Nonostante la divergenza di opinioni sulla datazione di alcuni monumenti o le diverse interpretazioni che si possono ancora registrare su taluni particolari aspetti, è ormai opinione condivisa che i Longobardi, nell’arte, nella cultura scritta e nel diritto, recuperarono, continuarono e rinnovarono l’antichità romana classica e post classica, anticipando quella renovatio tradizionalmente attribuita all’età carolingia. Ben prima della scuola di corte di Carlo Magno, infatti, i Longobardi seppero assimilare le forme dell’antico, caricandolo di nuovi significati e di una forte componente innovativa.

In particolare, il recupero della cultura architettonica e decorativa romana e bizantina - sostenuta da una forte attività creatrice ispirata dalla conversione al cristianesimo, ma fondata sempre sulla conservazione della propria entità etnica - dette luogo tra la fine del VII e l’VIII sec. ad una fioritura artistica che si sviluppò nel nord, nel centro e nel sud dell’Italia e si diffuse dalle corti urbane ad una larga parte dei territori italiani.

Nelle manifestazioni monumentali di questa tarda età longobarda, le cui eccellenze si presentano con questa candidatura, si può cogliere la complessità del processo avviato dai Longobardi, ed ereditato dall’impero di Carlo Magno, che trasformò la cultura antica, individuando alti momenti di sintesi, ma anche di differenziazione rispetto a quella del mondo mediterraneo, proiettandola verso l’Europa.

I beni inseriti nella candidatura del Sito “Italia Langobardorum”. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)" rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse nel territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura longobarda al suo apice.

Nel portale, che sarà costantemente implementato, troveranno posto anche documenti, itinerari, link, bibliografie, eventi, contributi scientifici.

Visita il sito: www.italialangobardorum.it.

giovedì 25 settembre 2008

Officina di Studi Medievali

L'Officina di Studi Medievali (OSM) da quasi trent'anni è attiva a Palermo (Italia), con una intensa proiezione nazionale ed internazionale. Fondata nel 1980 da un gruppo di studiosi ed appassionati del Medioevo in larga parte dell'Università di Palermo, l'OSM è una associazione culturale no-profit impegnata su varie direttrici di ricerca nell'ambito della medievistica, con una impostazione programmatica multidisciplinare ed interdisciplinare. Ha sede all'interno del duecentesco complesso monumentale della Basilica di San Francesco d'Assisi, in pieno antico Centro Storico di Palermo, gestito dalla Provincia di Sicilia dei Frati Minori Conventuali (OFMConv.) con i quali, sin dalla sua fondazione, l'OSM ha stabilito una intensa e attiva collaborazione. Prezioso il patrimonio della Biblioteca Francescana diretta dal P. Diego Ciccarelli, che possiede oltre 45.000 volumi con manoscritti, incunaboli e numerosissimi libri antichi di raro pregio e valore e che, pur nella piena e reciproca autonomia, si integra con la Biblioteca dell'OSM con comuni progetti fomativi e di diffusione della "cultura del libro". L'OSM è guidata da un Ufficio di Presidenza (eletto dall'Assemblea dei Soci): Presidente è Alessandro Musco e componenti sono Armando Bisanti, Diego Ciccarelli, Maria Rita Lo Forte, Patrizia Spallino.

È coordinata da un Comitato scientifico, composto da: Filippo Burgarella, Antonino Buttitta, Paolo Emilio Carapezza, Federico Doglio, Fernando Domínguez Reboiras, Salvatore Fodale, Claudio Leonardi, Andrea Romano, Pasquale Smiraglia, Salvatore Tramontana, Pere Villalba Varneda, Oleg Voskoboynikov, Agostino Ziino. Il Comitato si avvale anche della consulenza e della collaborazione di numerosi studiosi italiani e stranieri. L'OSM è animata da un nutrito gruppo di soci, quali collaboratori stabili delle attività culturali, formative e di promozione scientifica, della gestione della Biblioteca, delle iniziative editoriali, dei servizi amministrativi, della logistica.

L'area di studio di interesse dell'OSM, che ha sempre operato in stretta sinergia con l'Ateneo di Palermo ed in particolare con la Facoltà di Lettere e Filosofia, è costituita dal Medioevo inteso nel senso più lato e inclusivo, con proiezioni sulle sue radici nelle culture antiche e sui suoi lasciti alle culture moderne. Le principali aree di ricerca che l'OSM ha coltivato e progressivamente arricchito nel corso degli anni sono la tradizione metafisica, la storia delle idee e dei saperi medievali nella pluralità delle loro diramazioni, l'intersezione delle tradizioni culturali in epoca medievale soprattutto nell'area mediterranea (mondo arabo ed islamico, ebraico, latino e cristiano, greco e bizantino etc.), la storia della letteratura mediolatina, gli studi paleografici e diplomatici, gli studi storici. Attualmente il lavoro scientifico dell'OSM è organizzato attraverso vari laboratori che hanno lo scopo di coordinare, per aree tematiche di interesse omogeneo, i soci e tutti i collaboratori. I laboratori operativi, per i quali indichiamo anche i coordinatori, sono:
  • Byzantina
    si occupa di Civiltà Bizantina in senso lato (Filippo Burgarella, Univ. della Calabria) ed Oriente Cristiano (Rosanna Gambino, Univ. di Palermo);
  • Federiciana
    impegnato a studiare il contesto storico e culturale mediterraneo che dal periodo normanno-svevo si spinge fino a tutto il sec. XIV (Oleg Voskoboynikov, Univ. di Mosca)
  • Franciscana
    si occupa di studi francescani ad ampio raggio (Luca Parisoli, Univ. Della Calabria e Paris-Nanterre)
  • OSMIL - Itinera Lulliana
    organizzato da un gruppo di ricerca sull'opera e il pensiero di Raimondo Lullo e sulle tradizioni del "lullismo" (Jordi Gaya Esterlich, Univ. Di Palma de Mallorca, Marta Romano, Univ. di Palermo)
  • OSMOR - Orientalistica
    vi fanno capo gli studiosi dell'area orientalistica (Ebraismo: Luciana Pepi, Univ. Di Palermo; Cultura araba e islamica: Giuseppe Roccaro e Patrizia Spallino, Univ. di Palermo; Indologia:corsi di lingua e cultura araba ed ebraica, sia di livello base sia di livello superiore Maria Lucilla Vassallo, Univ. di Palermo) e si occupa anche di curare annualmente
  • Traditio
    è incentrato sulla tradizione dei saperi medievali, con particolare attenzione all'area latina, che si esprime in letteratura, poesia, teatro, filosofia, teologia, musica etc. (Armando Bisanti e Pietro Palmeri, Univ. di Palermo)
  • Vivarium
    è dedicato agli studi di Paleografia, Diplomatica, Cultura del libro, Biblioteconomia, Restauro della carta e del libro (Carolina Miceli, Univ. di Palermo)

Ciascun laboratorio promuove ed utilizza collaborazioni nazionali ed internazionali con università, dipartimenti, associazioni, fondazioni, singoli studiosi e ricercatori grazie anche ad accordi formali, convenzioni, contratti di ricerca, progetti (Erasmus, Socrates), programmi dell'Unione Europea e altro ancora.

Tali laboratori, pur nella loro autonomia e specificità settoriale, non sono concepiti come dei compartimenti tra loro non comunicanti, bensì come dei momenti operativi animati da una comune strategia di interazione reciproca e di ricerca sinergica.

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mercoledì 10 settembre 2008

Festa Medievale di Malmantile

Le manifestazioni di successo nascono spesso in modo casuale. Questo è stato il caso della Festa Medievale di Malmantile. Tutto ebbe origine nell’estate 1993 per opera di un gruppo di ragazzi e ragazze di Malmantile, volontari della locale sezione di Misericordia, tutti di età compresa fra i 16 e i 24 anni.

Questi giovani, ispirandosi alle antiche mura che si trovano sulla sommità di Malmantile, pensarono di organizzare una manifestazione capace di ricreare l’ambiente tipico del borgo medievale. Il ricavato di tale manifestazione sarebbe stato interamente devoluto alla sezione di Misericordia di Malmantile, che li avrebbe impiegati per la costruzione di una nuova sede.

L’impresa si presentava difficile, poiché a Malmantile non vi era alcuna struttura capace di garantire supporto organizzativo e finanziario all’idea. Ma i ragazzi della Misericordia non si arresero, forti del sostegno pressoché unanime che la gente del paese manifestò per l’iniziativa.

Per vari mesi i giovani lavorarono alacremente per costruire le strutture necessarie. A fronte dello sforzo prodotto da questi ragazzi, tutto il paese si mobilitò offrendo collaborazione di ogni genere. Molte famiglie residenti all’interno delle mura misero di fatto le loro case a disposizione per i lavori della festa. Le cuoche del paese si dissero pronte a cucinare i loro piatti migliori. Chiunque fosse stato capace in materia di taglio e cucito si fece avanti per realizzare gli abiti. Ciascuno nel paese volle contribuire offrendo beni materiali di varia natura.

Lavorando in sintonia, forti di quella compattezza che solo nei piccoli paesi si può trovare, i ragazzi riuscirono a essere pronti per le date stabilite: 21 e 22 maggio 1994. Quei giorni hanno cambiato per sempre la storia di Malmantile.

Nel portale anche informazioni sul Borgo medievale che conserva ancora in modo eccellente le sue mura originarie.

Il centro nasce probabilmente come forte militare della Repubblica fiorentina per controllare la strada che portava a Pisa. La cinta muraria, risale infatti al 1424 e pare che lo stesso Filippo Brunelleschi (1337- 1446) abbia supervisionato i lavori per la sua realizzazione. Di questa oggi è conservata tutta la parte di pietrame sfuso mentre rimane visibile solo una piccola parte delle mura difensive a sporgere. Le mura sono completate da torri quadrate poste ai quattro angoli, più due torri rompi-tratta senza lato interno poste al centro dei lati maggiori.

Website: www.festamedioevalemalmantile.it.

venerdì 8 agosto 2008

Volterra A.D. 1398

Questo è il portale ufficale di un importante evento medievale giunto, nel 2008, alla sua XI edizione. In quest'occasione l'ubicazione della festa sarà diversa dagli anni precedenti, permettendo di ritrovare il medioevo in luoghi poco conosciuti, ma ricchi di fascino e storia.

Focosi destrieri, audaci cavalieri, nobili, dame, artigiani e mercanti, popolani e contadini, sbandieratori e balestrieri, musici e giullari faranno rivivere come per incanto il misterioso e magico medioevo di Volterra.

Saranno allestiti spettacoli ed eventi di notevole impatto, rimanendo fedeli alla tradizione decennale della manifestazione che prevede la rievocazione di una giornata di festa nella Volterra del XIV secolo.

Il clou della manifestazione sarà la "Giornata di Festa nell'Anno Domini 1398", che si svolgerà Domenica 17 e Domenica 24 Agosto, dall'alba al tramonto.

In quell'occasione sarà ricostruita una città medievale del 1398 con spettacoli, eventi, mercati, artigiani, musici, giocolieri, popolani e nobili: un'occasione veramente unica per immergersi, quasi per incanto nella magica atmosfera del Medioevo, in una delle più belle città della toscana.

Nel sito diverse sezioni offrono una panoramica completa della manifestazione con link, immagini, mappe e contatti.

Website: www.volterra1398.it

sabato 19 luglio 2008

Giornate Medioevali nell'antico Castello di Poggio

"...Per tre giorni continovi lo popolo de lo borgo, castello, contado et delle ubertose campagne de lo fiero castrum podii medii se disfideranno ne li giochi et governeranno le taberne co lo santo broccale de madonna filomena, per lo conforto de li voti stomaci et de le gole arse..."

Questo è quello che offre “Castrum Podii Medii”, ovvero Poggio di Mezzo nel suo antico nome; un salto nel passato per il terzo fine-settimana di luglio che vedranno il grazioso castello vestito come un borgo dei tempi passati, con le esibizioni degli antichi giochi, sbandieratori, duellanti, artigiani e antiche musiche che sapranno far rivivere i giorni che furono.

Rievocare il “medioevo” sarà per la frazione di Poggio di Otricoli infatti un modo singolare per valorizzare le proprie radici storiche, le bellezze architettoniche perfettamente conservate, e lo stupendo paesaggio naturale ed agricolo in cui è immerso.

Per questo le “Giornate Medioevali”, dalle ore 20,00 e fino a notte inoltrata, metteranno in scena antichi usi e costumi del borgo con le aperture dei tradizionali forni, la cantina dei vini, la birreria, la taverna dei sapori e la “particolare” hostaria di Filomena in un contesto senza eccessi, ma con la consapevolezza di esprimere quella quotidianità e spontaneità che per quasi dieci secoli hanno contraddistinto questo piccolo borgo con un nome ambizioso “Poggio di Mezzo”.

Ente Promotore "Castrum Podii Medii"


“Castrum Podii Medii”
Associazione di Promozione Sociale ai sensi della L. n. 383/2000 Strada Vecchia, 31 – 05030 Poggio di Otricoli (TR)
Claudio Petrucci - presidente - 3283651016

www.giornatemedioevali.it
info@giornatemedioevali.it

giovedì 17 luglio 2008

Centro Europeo di Ricerche Medievali

Il CERM (Centro Europeo di Ricerche Medievali) riunisce dal maggio del 2005 un gruppo di studiosi di storia della società medievale che operano nell'Università di Trieste. Sulla base di una lunga esperienza universitaria, il Centro promuove la ricerca e la sua diffusione in tutti i settori della storia medievale, con un forte interesse alle realtà dell'Italia nord-orientale e con una volontà di comparazione con altre realtà italiane ed europee.

Il CERM sostiene la ricerca con assegni e borse di studio, organizza incontri e convegni e produce una propria collana di pubblicazioni. Segue con attenzione critica le iniziative di cultura e di edizione promosse nella Regione Friuli-Venezia Giulia nell’ambito della medievistica, elabora propri strumenti di ricerca innovativa e di corretta divulgazione.

L’ambizione del CERM è di divenire, in collaborazione con le istituzioni universitarie ed altri centri di ricerca, un punto di riferimento importante e un luogo di raccordo per le forze vive che operano nei campi della storia sociale, culturale, economica, politica e religiosa del Medioevo e per quanti si sentono impegnati nella ricerca, nell’insegnamento e nella comunicazione corrente e aggiornata delle conoscenze.


Cariche sociali
Prof. Paolo Cammarosano
(Presidente)
Prof. Donata Degrassi
(Vicepresidente)
Dott. Michele Zacchigna
(Tesoriere)
Dott. Massimo Sbarbaro
(Segretario)
Dott.ssa Marialuisa Bottazzi
(Consigliere)
Dott. Fabio Mezzone
(Consigliere)
Dott.ssa Miriam Davide
(Consigliere)

CERM Centro Europeo Ricerche Medievali
Viale Miramare, 317/2
34136 TRIESTE (Italia)


http:www.cerm-ts.org
info@cerm-ts.org
segreteria@cerm-ts.org
redazione@cerm-ts.org

lunedì 14 luglio 2008

Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale di Crecchio

Dalla scoperta del sito archeologico al suo scavo esaustivo, dal restauro dei pezzi alla loro esposizione in una mostra di eccezionale successo, fino a giungere al coronamento di un sogno durato dieci anni: la nascita del Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale. È questa, in estrema sintesi, l'emozionante avventura vissuta, nel piccolo borgo abruzzese di Crecchio, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione fra istituzioni e volontariato, da un gruppo di appassionati e archeologi uniti dal medesimo obiettivo: tutelare e valorizzare una briciola dell'immenso patrimonio archeologico del nostro paese.

Grazie alla lungimiranza dei funzionari della Soprintendenza archeologica per l'Abruzzo e all'impiego dei volontari della locale sede Archeoclub, i tesori archeologici della villa romano-bizantina di Vassarella - Casino Vezzani sono tornati alla luce dopo secoli e sono ora oggetto di meraviglia per migliaia di visitatori nelle teche del museo loro dedicato.

Questo eccellente progetto di valorizzazione di un sito archeologico rappresenta un modello esemplare, ampiamente collaudato e sperimentato, di collaborazione fra istituzioni e volontariato, peraltro perfettamente esportabile anche in ambiti diversi. Il suo successo è stato reso possibile dall'entusiasmo e dalla convinzione di Andrea R. Staffa, archeologo della Soprintendenza e responsabile dello scavo, con il pieno e convinto appoggio della soprintendente Maria Rita Sanzi Di Mino, e di Rocco Valentini, presidente dell'Archeoclub di Crecchio. Fondamentale si è rivelato l'impegno dei volontari, giovani soprattutto, che hanno lavorato fianco a fianco degli "addetti ai lavori", collaborando con loro a tutte le fasi del progetto, dallo scavo alla musealizzazione dei reperti, curandone persino il restauro insieme ai restauratori della soprintendenza.

Anche l'allestimento della mostra, prima, e del museo, in versione definitiva, è stato realizzato dagli stessi volontari di Archeoclub sotto la guida di Walter Pellegrini, architetto della Soprintendenza di Chieti, e sempre di Andrea R. Staffa per l'aspetto scientifico. E sono sempre loro, i volontari, autentici protagonisti di questa emozionante avventura, che curano, grazie a un'apposita convenzione con il Ministero per i beni Culturali (il più importante esempio di collaborazione operativa finora effettuato fra Stato, enti locali e volontariato) la gestione del neonato Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale di Crecchio.

(testo di Giovanni Lattanzi)

Nel sito del Museo numerose sezioni dedicate alla storia dei luoghi, al periodo altomedievale, ai bizantini, la visita virtuale alla struttura ospitata nel bellissmo Castello Ducale, tutte le informazioni utili e interessanti approfondimenti storici.
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martedì 17 giugno 2008

Itinerari Culturali del Medioevo Pugliese

Il progetto “Itinerari culturali del medioevo pugliese” (Settore di Intervento II – Risorse culturali. Sottoasse II. Patrimonio Culturale) – Diffusione dei risultati catalografici e di ricognizione sul patrimonio culturale - si inserisce in una serie di iniziative finalizzate alla realizzazione di un portale regionale destinato all’utenza interessata al turismo culturale in Puglia. La catalogazione informatizzata dei beni culturali svolta ad opera delle soprintendenze territoriali, secondo le indicazioni e gli standard catalografici elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) ha sviluppato nel tempo delle metodologie che ben si prestano alla conoscenza sistematica del territorio e delle sue risorse ed alla loro valorizzazione.

La banca dati dei beni culturali pugliesi ha fornito gli elementi necessari alla realizzazione di un progetto articolato in tre componenti:

Castelli. Dai monumenti federiciani alla vita di corte tra medioevo ed età moderna

Mosaici tra tardoantico e medioevo. La rilettura delle cattedrali alla luce delle nuove ricerche, dei restauri, degli scavi archeologici;

Aspetti specifici della presenza bizantina nella Regione Puglia. La civiltà rupestre nell’area ionico-salentina

I tre tematismi sono in piena sintonia con quanto previsto nei Complementi di Programmazione della Regione Puglia, Asse II – Risorse Culturali, che ha individuato nell’Itinerario normanno-svevo-angioino, nell’habitat rupestre e nel sistema archeologico regionale tre punte di eccellenza su cui puntare per incrementare la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali in Puglia.

La capillare diffusione del patrimonio architettonico regionale con i suoi castelli e le sue cattedrali, simboli del potere temporale e di quello religioso, è realtà ben nota, come la consuetudine dell’utilizzo di grotte e cavità naturali come abitazioni e rifugio per l’uomo, che ha determinato il nascere ed il consolidarsi di quel fenomeno comunemente definito “civiltà rupestre”, che caratterizza soprattutto l’epoca medievale in cui l’habitat rupestre costituì una forma di insediamento privilegiata. Il progetto si propone di fornire all’utenza una mappatura completa delle più significative emergenze relative ai tre grandi temi prescelti.

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